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INDICE DELLE FAVOLE

LA FAVOLA

di mypampers Anna e il ballo dei fiori

Anna guardava sconsolata il suo mazzo di fiori e disse al suo papà: "Guarda i miei poveri fiori: sono tutti appassiti! Ora si seccheranno tutti.". "Non sono appassiti", le disse il papà, "sono solo stanchi. Ieri sera, mentre tutti in casa dormivano, sono andati a ballare insieme agli altri fiori del giardino. E ora sono così stanchi che non riescono a stare diritti.". Anna sgranò gli occhi ed esclamò: "A ballare? Dove? Voglio andare anche io a vedere i fiori che ballano". "Ballano di notte", le rispose il padre. "Né tu né io possiamo vederli perché appena si accorgono che c'è un umano, tornano immobili. I fiori più belli poi vanno tutti a ballare nel parco del Castello del Re dell'Estate.".
Anna raccontò che era stata al parco e non c'erano più fiori ma solo foglie secche perché oramai era arrivato l'autunno.
Il papà allora le spiegò che tutti i fiori del parco si erano trasferiti nel Castello oramai vuoto perché il Re dell'Estate era andato via per tornare l'anno successivo. Le disse di più: "Tutti i fiori vanno nel castello per passare l'inverno, per tornare più belli l'anno dopo, con la primavera".
Anna non si spiegava, però, come fosse possibile che i fiori potessero camminare. Il papà, sorridendole, le disse: "Quando arriva la sera del ballo, i fiori agitano i propri petali come fossero farfalle e si muovono volando. Le farfalle colorate, infatti, altro non sono che fiori ai quali è concesso di volare anche di giorno.".
Anna era affascinata dal racconto e decise che, visto che i suoi fiori erano stanchi, si sarebbe presa cura di loro. Li mise perciò a riposare nel letto della sua bambola Camilla e li ricoprì con una coperta. Poi disse a Camilla: "Controlla che riposino, così si riprenderanno e torneranno belli come prima.".

Venne anche per Anna l'ora di andare a letto. Prima, però, andò ad augurare la buona notte ai suoi fiori. Anna si addormentò con ancora impresso nella mente il racconto del suo papà sui fiori ballerini: come avrebbe voluto assistere ad una serata danzante con i fiori!

Nel bel mezzo della notte Anna fu svegliata da della musica proveniente dalla stanza dei giochi. Si mise di scatto a sedere sul letto ed esclamò "Sono i fiori! C'è il ballo dei fiori!". Con il cuore in gola dall'emozione si alzò pian pianino dal letto e andò verso la stanza dalla quale proveniva la musica cercando di non far rumore per non essere scoperta, socchiuse la porta e davanti ai suoi occhi apparve uno spettacolo incredibile: illuminata dalla luce della luna che filtrava dalla finestra, c'era una festa da ballo in piena regola! C'era l'orchestra con le bocche di leone del giardino e il pianoforte del carillon era suonato da una gerbera. Al centro della sala, rose, gigli e tulipani danzavano a ritmo di valzer. Tra di loro c'erano anche i fiori di Anna che sembravano essersi ripresi. A fare da spettatori c'erano tutti i giochi di Anna. Si capiva, osservandoli bene, che qualcuno avrebbe voluto essere lì tra i fiori a volteggiare in mezzo alla stanza. Tra questi c'era la bambola Camilla che aveva prestato il suo letto ai fiorellini di Anna. Questi la videro e andarono da lei: " Grazie, Camilla, per averci prestato il tuo letto: ci siamo riposati abbastanza da poter partecipare al nostro ultimo ballo.". "E' stato un piacere per me.". Rispose Camilla "Perché ultimo ballo? Non ce ne saranno più?" "Vedi, Camilla, domani noi saremo secchi, quindi non potremo danzare più. Possiamo chiederti un ultimo favore? Dovresti dire a Anna che le vogliamo bene e che non deve essere triste per noi, ma che ci deve mettere in una piccola buca nel giardino, cosicché l'anno prossimo potremo tornare!" "Certo che lo dirò a Anna! Ora posso fare un piccolo ballo con voi?". "Certo che puoi, Camilla" risposero i fiori, e insieme andarono al centro della stanza a ballare.
Anna intanto aveva sentito tutto e una piccola lacrima di tristezza solcò il suo viso: all'indomani non avrebbe più avuto i suoi fiori! Avrebbe tanto voluto entrare nella stanza del ballo e salutarli, ma sapeva che così avrebbe messo fine alla festa e non voleva rovinare la serata ai suoi amici. Decise allora di tornare a letto a dormire.

La mattina dopo, quando si svegliò, corse nella stanza dei giochi dove la sera prima c'era stato il ballo. La stanza era in ordine come se nulla fosse accaduto e i suoi fiori, ormai secchi, erano nel lettino di Camilla. "Camilla, non hai niente da dirmi?" disse Anna alla sua bambola. Questa restò in silenzio. "Meno male che ieri ho visto e sentito altrimenti oggi che ne sarebbe stato dei miei poveri fiorellini?" disse mentre li toglieva dal lettino.
Uscì in giardino e con una piccola pala fece un buco vicino la staccionata e vi adagiò i fiorellini dopo averli baciati. "Ecco esaudito il vostro desiderio. Vi aspetto l'anno prossimo, amici". Ricoprì la buca e tornò in casa a fare colazione. Non vedeva l'ora di raccontare al papà ciò che aveva visto quella notte.

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