La regina del tavolo da tè
Era un bella teiera. Fine porcellana bianca, un beccuccio snello e un manico intarsiato. Sul tavolino da tè spiccava sugli altri componenti del servizio e questo la faceva sentire importante. Del resto, le tazze avevano solo il manico, come il bricco del latte, la zuccheriera aveva solo il coperchio. Invece lei aveva tutto ciò che avevano gli altri e in più era lei che dissetava gli ospiti grazie al tè che dispensava. Sì, era decisamente la regina del tavolo da tè e le tazze gli altri componenti del servizio erano solo dei semplici servitori.
Lei era consapevole della sua importanza e superiorità e avvertiva l'invidia sei suoi compagni, ma questo la inorgogliva ancora di più.
Un giorno però, una mano goffa e impacciata la fece cadere. Il beccuccio si ruppe, anche il manico si spezzò, e il coperchio invece era ridotto in tanti pezzi. Era lì per terra mentre l'acqua si spargeva sul pavimento. Riusciva a sentire le risate di scherno delle tazze e della zuccheriera, il bricco del latte rideva sotto il beccuccio. Che umiliazione! E ora che ne sarebbe stato di lei?
Venne gettata via nella spazzatura, ma una donna che passava per caso di là, la vide e decise di portarla con sé. La teiera, tutta triste e ammaccata, era spaventata: non sapeva cosa aspettarsi. Sapeva che la sua vita da regina del tavolo da tè era finita e pensava che tutta la sua vita fosse terminata, quindi si era preparata al peggio.
Giunta a casa, la sua nuova proprietaria la riempì per metà di terra, poi inserì un piccolo bulbo e finì di riempire con altra terra: era diventata una culla per quel piccolo bulbo. Decise di vivere al meglio quella nuova vita e si impegnò a proteggere quel piccolo bulbo mentre lui lentamente metteva le sue prime timide radici. Che emozione provò quando la piantina fece capolino dalla terra e continuò a crescere fino a quando i fiori si schiusero! Che magnifico fiore, era il più ammirato e la teiera era molto orgogliosa, ma questa volta non lo era per lei, ma per il fiore che custodiva. Si sentiva così felice che quasi dimenticò di quando era la regina del tavolo da tè.



