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LE TAPPE DEL LINGUAGGIO DA 0 A 12 MESI

Vediamo come avviene lo sviluppo del linguaggio e come comunica il tuo bambino, dalla nascita al primo compleanno.

Come comunica il tuo bambino da 0 a 12 mesi

Guarda il video sullo sviluppo del linguaggio del neonato

Che chiaccherone!

Tutti i genitori aspettano con ansia la “prima parolina” (che generalmente viene pronunciata intorno all'anno). In realtà, il bambino impara a comunicare molto prima. Lo fa sin dalla nascita. Lo sviluppo del linguaggio è un complesso processo cognitivo: dipende dalla maturazione delle strutture cerebrali ma anche dagli stimoli che il bambino riceve durante il primo anno. Un bambino i cui genitori sono disponibili a parlare, conversare, cantare, leggere con lui e per lui, trova nutrimento per la mente e sviluppa, in modo più ricco e articolato, tutte le competenze necessarie per comunicare. Lo sviluppo del linguaggio segue un percorso“ a tappe” che corrispondono all'acquisizione di determinate competenze per età. Come per tutti gli altri aspetti dello sviluppo, ogni bambino raggiunge le diverse tappe con tempi e modi propri: chi prima, chi dopo. Se hai dubbi o preoccupazioni sullo sviluppo del linguaggio del tuo bambino, parlane con il tuo pediatra.

Nascita

Quando nasce, il bambino è incapace di comunicare in modo intenzionale (è questa infatti la fase del linguaggio definita pre - intenzionale). A suo modo però comunica sensazioni e stati d'animo con le espressioni del viso e il pianto. Sorride se ha mangiato e dorme sereno. È corrucciato se prova malessere. Piange disperato se ha fame o prova dolore. Si tratta di prime forme di comunicazione istintiva che generano una reazione emotiva nella mamma e nel papà. Innescano quindi un primo“ dialogo” tra il piccolo e i suoi genitori.

1 mese

Durante il primo mese di vita, il bambino inizia ad ascoltare con attenzione la voce della mamma e del papà e ad osservare attentamente il loro volto mentre gli parlano. A 4 settimane, accanto ai primi sorrisi, compaiono i primi suoni intenzionali: il piccolo inizia a tubare. Si tratta di suoni“ liquidi”, costituiti da vocali ripetute. Anche se il piccolo non sta cercando di dire qualcosa di specifico, queste prime vocalizzazioni sono un vero e proprio linguaggio, un tentativo intenzionale di comunicare. Più i genitori saranno disponibili ad accogliere con interesse questi primi suoni e a“ conversare”, più il bambino sarà stimolato a sperimentare la gamma dei suoni che può produrre.

3 mesi

A tre mesi il bambino ha imparato ad esprimersi in modo molto più chiaro e decifrabile per l'adulto. Sorride e si agita quando è felice. Utilizza diversi registri di pianto per comunicare bisogni diversi: fame, stanchezza, sonno, dolore. Cerca di parlare emettendo suoni gutturali e gorgheggi sempre più articolati. Compare anche il balbettio: una variegata gamma di suoni costituiti da vocali(aaah, ooooh), a volta associati a consonanti(maaaah, boooh) che il piccolo utilizza per “chiaccherare” con i grandi ma anche da solo, per intrattenersi quando è tranquillo e felice.

6 mesi

A sei mesi il bambino sostiene lunghe conversazioni con la mamma e il papà. Emette suoni o brevi parole composte da una o due sillabe, tace e ascolta quando l'altra persona parla e poi nuovamente risponde. Compare distintamente la lallazione, cioè la capacità di pronunciare ripetutamente sillabe formate da un vocale e una consonante(con una predilezione per la p - , la b - e la m - ). Inizia ad ascoltare la conversazione tra gli adulti. Anche se non comprende il significato delle parole, ascolta e osserva con interesse la mamma e il papà che parlano (come se stesse guardando una partita di tennis). Spesso richiama l'attenzione per “entrare nella conversazione”.

9 mesi

A nove mesi le competenze linguistiche del bambino diventano molto più ricche. Pronuncia sequenze di sillabe molto lunghe(ah - di - ma - bo - du - pa), utilizzando anche inflessione ed enfasi per articolare i propri suoni in frasi complesse. Si tratta di un vero e proprio gergo, che il bambino parla fluentemente e con precisi intenti di comunicazione. Per i genitori, è come se il piccolo parlasse come un adulto...ma in una lingua straniera!Li aiuterà, nella comprensione di questa strana lingua, una nuova capacità acquisita dal bambino: il pointing. Il piccolo indica col dito, spesso associando al gesto un suono o una “parola” appartenente al “suo” vocabolario. Anche in questa fase, la disponibilità dei genitori al dialogo è un tassello fondamentale nella costruzione delle competenze linguistiche del piccolo parlatore.

12 mesi

Intorno all'anno compaiono le prime vere paroline. Il bambino di solito impara a pronunciare le parole che indicano una persona vicina(la mamma, il papà, un fratellino o una sorellina) o un oggetto affettivo(il suo pelouche preferito) o un'azione quotidiana(nanna, pappa). Le singole parole hanno il significato di olofrase: “nanna” significa“ voglio fare la nanna”. Capisce molte più parole di quante ne sappia pronunciare e inizia a capire il significato di semplici istruzioni (“vieni qui”, “batti le manine“, “passami la palla”). Capisce bene il significato di no. Sa riconoscere distintamente il proprio nome. È pronto per iniziare, pian piano, a parlare la lingua dei grandi, di cui acquisirà piena padronanza in età scolare.

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