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La cameretta nuova del bambino

Come convincere il bambino a spostarsi nella sua cameretta nuova? Come capire quando è veramente pronto?

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

Se i genitori hanno scelto di lasciare il bambino a dormire con loro, può venire il momento, quando è più grande, di volerlo spostare in una cameretta tutta sua. Come fare?

La notte il bambino ha bisogno di sapere che i genitori sono lì a proteggerlo e che può far riferimento a loro se si sveglia da un brutto sogno o ha semplicemente bisogno di coccole nel cuore della notte. Spesso la soluzione più efficiente nei primi mesi (o a volte anni) è quella di tenere il bimbo a dormire nella stanza con i genitori e, finché questa organizzazione va incontro ai bisogni di tutti, non c’è alcuna controindicazione a portarla avanti. Tutti i bambini, infatti, prima o poi desiderano una maggiore autonomia e privacy e apprezzano di avere una cameretta tutta per loro, quali che siano le condizioni notturne a cui erano “abituati”.

Ma a volte i genitori desiderano provare a portare il bambino ai primi passi in una stanza sua prima che questo lo richieda. Se il bambino non è decisamente pronto lo farà capire chiaramente e la transizione sarà difficile e stressante. In questi casi meglio aspettare ancora un po’ di tempo senza farne un braccio di ferro. Altre volte il bambino può essere più pronto a questo cambiamento, ma occorre farlo in modo graduale e sempre tenendo conto dei bisogni di sicurezza, contatto e vicinanza che il bambino può avere durante la notte.

Allora in primo luogo si può lavorare insieme a preparare una stanza per lui, in cui può giocare e fare il riposo pomeridiano. Può essere importante per il bambino lasciargli decidere qualcosa riguardo a come vorrà la sua stanza, cosa appendere alle pareti, dove mettere il letto e i giochi, eccetera. Importante anche è renderlo partecipe di tutte le decisioni che lo riguardano.

Quando si sente pronto a provare a usare la sua stanza anche per la notte, dirgli che quella cameretta è tutta per lui e che accanto ci sarà la stanza di mamma e papà, che le porte saranno aperte e potrà tornare a trovare mamma e papà nel lettone come prima.  Infatti è bene fare un cambiamento alla volta. Quando il bambino si sarà ambientato nella nuova stanza, potrà più facilmente rinunciare a venire nel lettone la notte. Nei primi tempi però, dormendo in una stanza e situazione nuova, potrà avere bisogno di sicurezza se si sveglia nelle ore notturne.

C’è ancora un’altra possibilità per l’organizzazione notturna: alcuni genitori si organizzano in modo che il bambino abbia nella sua cameretta un letto a due piazze (basso dal pavimento). Quando si sveglia, in alternativa a far andare il bambino a dormire nel lettone dei genitori, è la mamma (o il papà) ad andare nel letto del bambino e stargli vicino finché non riprende sonno. In questo modo anche l’adulto è comodo e può continuare a riposare un po’ mentre il bambino si riaddormenta. Quando il bimbo si è riaddormentato, il genitore potrà tornare al letto matrimoniale oppure restare lì.

Le soluzioni sono molteplici e i tempi necessari per un cambiamento sono variabili e individuali. L’importante, quando si vuole introdurre un cambiamento nella vita di un bambino, è procedere un passo alla volta, con flessibilità, seguendo con attenzione le risposte del bambino in modo da permettergli di adattarsi gradualmente alle novità.

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