Il Bambino seduto

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

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Strani "cuccioli" i bambini. Quando nasce un gattino o un cagnolino o un cucciolo di qualunque altro mammifero sta già in piedi, cammina e si muove quasi come un adulto; i bambini no, nascono che neppure reggono la testa e ci mettono un anno buono per imparare a camminare, sei mesi per stare almeno in posizione seduta.

Non certamente perché il loro sistema nervoso, i loro muscoli e le loro ossa siano più deboli o meno efficienti di quelli degli altri cuccioli di mammifero, ma se mai perché lo sono di più.

Infatti il nostro cervello è così complesso e voluminoso che se per nascere un bambino dovesse aspettare che la sua componente motoria fosse completamente sviluppata, dovrebbe avere una testa così grossa da non riuscire a passare nello stretto canale del parto.

La Natura allora ha fatto una scelta: ha deciso di farci nascere ancora immaturi sul piano "psicomotorio", con un cervello perciò ancora abbastanza piccolo da essere contenuto in una scatola cranica di dimensioni compatibili con la pelvi delle nostre mamme.

Il nostro cervello si sviluppa moltissimo, e cresce di volume, dopo la nascita, perciò abbiamo bisogno di tempo per imparare a fare quello che i nostri "cuginetti", cuccioli di mammiferi, sanno fare da subito: assumere varie posizioni stabili, muoversi autonomamente.

Ma torniamo ai bambini fra i sette mesi e l'anno: finalmente dopo un lungo periodo passato quasi sempre in posizione orizzontale, cominciano a stare su e possiamo metterli comodamente in posizione seduta nel seggiolino prima, e nel seggiolone poi. In altre parole a questa età il cervello manda gli impulsi giusti ai nervi, che mettono in tensione i tanti muscoli del corpo e si riesce a mantenere, senza neppure rendersene conto, una postura sempre più diritta.

I vantaggi sono considerevoli.

I più banali: scompare, piano piano, quella chiazza un po' pelata sul cranio, che coincide più o meno con il punto in cui la testa tocca il cuscino; le leggere asimmetrie del cranio stesso, sempre dovute alla pressione del cuscino, spariscono e la testina diventa bella tonda.

Quelli più importanti: il bambino che sta in posizione seduta si guarda intorno più facilmente, impara a mettere a fuoco le immagini (e quindi anche gli occhi e tutto il sistema visivo maturano), interagisce con l'ambiente e con le persone in maniera molto più complessa (e si sviluppa meglio il linguaggio e l'espressività non verbale), prende gli oggetti, li porta alla bocca, gioca con le sue mani e i suoi piedi (e crescono così le sue abilità manuali).

Tutto si regge sulla nostra colonna vertebrale, robusta ed elastica che, contrariamente a quanto molti temono, non viene mai danneggiata quando viene messa in tensione in posizione verticale, ma se mai si irrobustisce.

Un'ultima considerazione: stare in posizione seduta consente al bambino di mangiare portando alla bocca cibi più solidi: con le mani prima e presto anche con le posate.

Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.