Parto pretermine: cosa succede se un bambino nasce prima?

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

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Tempo di lettura 21 min

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Il bambino che nasce prima del termine della gravidanza è generalmente più vulnerabile rispetto ai bambini che nascono al termine della gestazione. Ma questo dipende da quanto prima ha deciso di nascere. Alcuni organi non hanno completato il loro processo di formazione e quindi potrebbero non essere pronti per funzionare autonomamente fuori dall’utero. Le difficoltà che può avere un bambino prematuro possono essere legate all’alimentazione, alla respirazione e può essere più soggetto a infezioni. Nella maggior parte dei casi la loro iniziale condizione di “prematuro” viene superata egregiamente con uno sviluppo normale. Per i genitori può essere traumatico e faticoso affrontare una nascita anticipata.



Quando il parto è prematuro



Se il parto avviene prima della 37esima settimana di gravidanza si può parlare di parto prematuro. Anche se il bambino ha raggiunto il peso ideale. Il parto prematuro può essere di due tipi: spontaneo, che avviene cioè per una serie di cause naturali che subentrano nel corso della gravidanza; oppure indotto, quando subentrano condizioni per le quali è importante che il bambino nasca prima. Ad esempio gestori, ipertensione e diabete gestazionale non ben controllati o altre patologie che metterebbero a rischio la salute della mamma e del bambino. In questo caso il ginecologo, dopo una serie di esami, decide di indurre il parto anche se è prematuro.



Parto prematuro: 34 settimane



I bambini nati con parto prematuro alla 34esima settimana, vengono definiti dall’OMS late preterm. In questa fase della gravidanza, generalmente non si prova a ritardare il parto e se il bambino ha raggiunto il peso ideale potrebbe non dover subire cure importanti come la rianimazione. Sono però considerati “a rischio” perché non hanno avuto il tempo di sviluppare tutte quelle abilità che gli permettono di eseguire determinate funzioni. Ad esempio il loro organismo potrebbe non essere in grado di controllare la temperatura o di mantenere la quantità di zucchero nel sangue a un livello ideale. Potrebbe non riuscire a coordinare suzione, deglutizione e respirazione. E quindi potrebbe aver bisogno di essere inizialmente aiutato per alimentarsi. C’è anche la possibilità che si presenti l’ittero: la pelle diventa gialla a causa degli elevati livelli di bilirubina rilasciata dai globuli rossi. Può succedere anche ai bambini con parto a termine, ma nei prematuri le probabilità sono più alte. Questo può portare a tempi di ricovero in ospedale più lunghi.



Parto prematuro tra 30 e 33 settimane



Nella fase gestazionale tra le 30 e le 33 settimane, se la donna inizia a manifestare sintomi che fanno pensare a un imminente arrivo del parto, attraverso dei farmaci si cerca di interrompere il travaglio. Una scelta fatta per tutelare la salute della mamma e del bambino. Se il parto ha inizio comunque, nella fase iniziale si somministra alla mamma il cortisone, per aiutare la maturazione dei polmoni nel neonato. Infatti è tra le 32 e le 34 settimane che il polmone finisce il suo processo di maturazione. Spesso i bambini nati in questa fase della gravidanza potrebbero avere bisogno di aiuto per respirare. Anche se rispetto al passato le cose sono migliorate grazie anche al surfattante, un farmaco che aiuta a espandere gli alveoli polmonari e a respirare meglio. Un’altra funzione che potrebbe risentire dell’essere nati prematuramente, oltrea quella respiratoria, è quella legata all’alimentazione. La suzione potrebbe avvenire con qualche difficoltà. Inizialmente il bambino potrebbe aver bisogno di sondini per essere alimentato ma imparerà presto a bere il latte dal seno della mamma.



Parto prematuro prima delle 28 settimane



Se il parto avviene prima delle 28 settimane i neonati vengono definiti estremamente prematuri. Questo perché ci troviamo ben lontani dal termine delle 40 settimane. Hanno bisogno di assistenza perché sono a rischio di arresto del respiro o che il battito cardiaco rallenti troppo. Per i nati in questa fase della gestazione, le difficoltà di respirazione potrebbero richiedere ossigenoterapia per un lungo periodo. Un altro rischio è rappresentato dalla retinopatia della prematurità, una malattia dell’occhio che deve essere trattata per evitare che causi danni. Nei casi più gravi potrebbero subentrare danni di natura neurologica e psicomotoria. Questo interessa una percentuale molto bassa dei nati pretermine, grazie alle terapie e agli strumenti che abbiamo oggi a disposizione.



Cause del parto prematuro



Le cause che portano a un parto prematuro sono molteplici e di diversa natura. Un parto può avvenire prematuramente per un’infezione del tratto genitale, in cui le contrazioni uterine vengono provocate dai batteri e altri microrganismi. Oppure per un’emorragia della placenta, causata dal distacco precoce di questa dall‘utero.  Un’eccessiva distensione dell’utero, molto frequente nelle gravidanze gemellari. Lo stress fetale o materno è un’altra causa del parto prematuro. Anche l’incontinenza cervicale, le malformazioni uterine, l’ipertensione e la colestasi possono causare una minaccia di parto pretermine o un travaglio pretermine spontaneoTra le cause che portano invece a un parto prematuro indotto troviamo le anomalie della placenta o la riduzione del liquido amniotico. Nonostante le cause siano tante e di diversa natura, uno stile di vita sano può in molti casi prevenire e ridurre il rischio di parto prematuro.



Fattori di rischio



 

Quando parliamo di parto prematuro non possiamo ignorare i fattori di rischio. Questi aumentano infatti le probabilità di andare incontro a un parto pretermine. Ma quali sono i principali fattori di rischio che possono portare la gravidanza a concludersi prima delle 40 settimane?

 



- Un precedente parto precoce può aumentare di molto le probabilità che la gravidanza sia di nuovo pretermine. Per ridurre questo rischio si può usare il progesterone vaginale per l’intera durata della gestazione.



- Il fumo, oltre a causare problemi di varia natura, in gravidanza può causare danni vascolari alla placenta e di conseguenza indurre un parto prematuro. Non è sufficiente fumare di meno, è necessario che si smetta di fumare, anche per gli effetti dannosi che questa sostanza può avere sul feto.



- L’obesità e il sottopeso nella futura mamma rappresentano un importante fattore di rischio. A favorire un parto pretermine in questi casi sono: il tessuto adiposo che va a stimolare utero e placenta nel caso di obesità; la carenza di specifici micronutrienti nel caso la mamma sia in sottopeso.



Sintomi del parto prematuro

  



I sintomi delparto prematuro non si discostano molto dai sintomi di un parto a termine. Abbiamo le contrazioni e le perdite vaginali. Quando inizia la fase del parto, le contrazioni uterine sono regolari. Con il passare delle ore aumenta progressivamente la loro frequenza e la loro intensità. Ricordano molto i dolori da ciclo perché coinvolgono anche la zona lombare, ma la loro intensità è nettamente superiore ai dolori mestruali. La diagnosi di travaglio pretermine, come per un parto a termine, viene fatta sulla base della regolarità e della frequenza delle contrazioni uterine (4 in 20 minuti con durata di 30 secondi). Ma anche sulle modifiche che interessano la cervice uterina (dilatazione maggiore di 2 cm). Infatti queste contrazioni portano all’apertura del collo dell’utero. Un’apertura progressiva che determina le perdite vaginali: materiale mucoso di diversi colori. Se c’è la rottura del sacco che riveste il bambino, ci può essere la classica rottura delle acque, con perdita di materiale acquoso.

 



Da quando il feto può sopravvivere?



 

Oggi il feto prematuro che nasce tra le 22 e le 24 settimane in molti casi riesce a sopravvivere. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 15 milioni ogni anno i bambini che nascono prima del termine. E più del 5% prima delle 28 settimane. I numeri sono in continuo aumento, ma i progressi scientifici permettono che il tasso di sopravvivenza del feto nato da un parto estremamente prematuro siasempre più alto. Si è partiti dai ventilatori polmonari per poi introdurre la somministrazione di corticosteroidi alla mamma per aiutare lo sviluppo dei polmoni nei neonati prima ancora del parto. Adesso siamo arrivati al surfattante da somministrare direttamente al bambino e a tante altre tecniche e cure che aiutano il feto a sopravvivere anche in condizioni critiche. La scienza ha fatto grandi passi e tanti ancora ne continuerà a fare.

 



Caratteristiche di un bambino prematuro

 



Un bambino prematuro pesa tra i 0,5 chilogrammi e i 2,5 chilogrammi. Questo dipende dalla settimana di gestazione in cui avviene il parto prematuro. Ma ci sono delle caratteristiche morfologiche che si presentano in gran parte dei bambini prematuri



Le dimensioni sono ridotte, la testa è grande rispetto al corpo, il grasso sottocutaneo è scarso, la pelle è sottile e lucida, le vene sono evidenti, le pieghe plantari sono poche, le orecchie morbide e il tessuto mammario è sottosviluppato. Per gli organi genitali invece nei maschi lo scroto è piccolo e con poche pieghe; nelle femmine le grandi labbra non coprono le piccole labbra. Il tono muscolare e i movimenti sono ridotti. 



Essendo nato prima che alcuni organi abbiamo finito il loro processo di sviluppo, nel bambino prematuro possono presentarsi delle caratteristiche fisiologiche, che rappresentano delle vere e proprie complicazioni. 

La respirazione è irregolare a causa dell’immaturità celebrale. Per questo passa dal respiro con brevi pause a episodi di apnea. Ha difficoltà anche nel coordinare deglutizione e respirazione. Anche l’immaturità del tratto digerente dà luogo a diverse caratteristiche problematiche. Difficoltà a digerire ed evacuare e difficoltà ad alimentarsi. Invece a causa dell’immaturità polmonare, il bambino prematuro può andare incontro a problemi come la sindrome da distress respiratorio per i bassi livelli di surfattante, che consente alle sacche di aria di restare aperte durante la respirazione; la displasia broncopolmonare, in cui si verifica la produzione di tessuto cicatriziale da parte dei polmoni. Poi c’è l’immaturità degli occhi che può portare alla retinopatia dellaprematurità, un disturbo legato allo sviluppo dei vasi sanguigni. 



Caratteristiche di diversa natura che rendono il bambino prematuro un piccolissimo pioniere che ha bisogno di essere affidato alle cure esperte del reparto di neonatologia.



 

Terapia e prognosi di un bambino prematuro



Il medico per stabilire il grado di prematurità del neonato fa riferimento all’età gestazionale e alle caratteristiche del bambino prematuro. Effettua una serie di esami che permettono di individuare la giusta terapia per andare a colmare eventuali carenze. In un bambino prematuro infatti gli organi che non hanno ancora raggiunto la loro maturità hanno bisogno di una terapia di supporto per poter funzionare. 



Per quanto riguarda i polmoni, si ricorre alla ventilazione meccanica e al trattamento con surfattante per risolvere le difficoltà respiratorie. Per eventuali infezioni gli antibiotici, per i casi di anemia le trasfusioni di sangue e per patologie oculari si può ricorrere alla chirurgia laser. 



Per i problemi cardiaci viene eseguito l’ecocardiogramma, un esame di diagnostica per immagini, per poi decidere la terapia ed eventuali interventi. In questa delicatissima fase, se le condizioni lo consentono, i genitori possono fare visita al neonato. 



Negli ultimi anni uno dei trattamenti più consigliati è il KMC-Kangaroo MotherCare (metodo della mamma canguro). È il contatto pelle a pelle tra il neonato e la madre o il padre. Questo metodo ha dimostrato di avere effetti positivi sul neonato. 



Un bambino molto prematuro può restare nell’unità di terapia intensiva neonatale anche per diversi mesi. Può aver bisogno del tubo di respirazione e del ventilatore, per far entrare e uscire l’aria dai polmoni. Viene alimentato dapprima per via endovenosa, poi con un sondino e alla fine si procede con l’alimentazione per via orale. Come per tutti i bambini, anche per il bambino prematuro l’alimento migliore è il latte materno. Potrebbe essere necessario integrarlo di una soluzione fortificante se il peso alla nascita è molto basso, visto che il latto materno è povero di calcio. Ma se non fosse possibile ricorrere al latte materno, si usa latte artificiale specifico per i neonati prematuri. In molti casi per il bambino prematuro resta nell’incubatrice fino a quando non sarà in grado di mantenere una temperatura corporea normale.



La prognosi nei neonati prematuri dipende dal grado di prematurità, dalle criticità che deve affrontare il bambino e da come reagisce alle terapie. Al raggiungimento dell’età gestazionale di 35-37 settimane e del peso di 2-2,5 chilogrammi il bambino potrebbe essere dimesso se:



-assume la giusta quantità di latte senza supporti speciali



- aumenta regolarmente di peso



- riesce a mantenere una temperatura corporea normale



- non soffre più di apnea della prematurità



E finalmente arriva il giorno in cui mamma e papà possono portare a casa il loro piccolo.