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Come evolve il linguaggio del bambino?

Scopriamo insieme l'evoluzione del linguaggio del bambino dall nascita a quando inizia a parlare.

A cura del fisiatra Paoloni

Impariamo come evolve il linguaggio del nostro bambino. Siamo abituati a parlare al nostro bambino da quando era ancora nella nostra pancia ed era una sola cosa con noi. Sappiamo infatti che ha imparato a riconoscere la voce della mamma ancora prima di nascere.
Già a cinque mesi è in grado di riconoscere il proprio nome, se lo chiamiamo ci sorriderà e se sente fare il suo nome nel corso di una conversazione, lui verrà attratto da quello che diciamo.
Anche se non sa ancora parlare, comincia ad identificare i suoni che lo circondano. A un anno di età il bambino conosce il significato di circa 30/50 parole diverse: mamma e papà, i nomi degli oggetti che lo circondano e di alcune parti del proprio corpo. Comprende già da un po’ che “No” oppure “non toccare” corrispondono a un divieto. E’ in grado anche di comprendere il significato di qualche verbo. Riesce a indicare con un dito la palla o il naso se noi chiediamo di farlo o se li sente nominare. Comincia a rispondere a delle semplici istruzioni come, ad esempio, “prendi la pappa”, “fai ciao ciao”.
Verso i 18 mesi il bambino probabilmente dirà solo poche parole, ne userà probabilmente solo cinque o sei, ma aumenta sempre di più la comprensione di quello che ascolta. Se lo stiamo rimproverando per qualcosa, non capirà tutto quello che gli stiamo dicendo, sicuramente però collegando le parole che comprende come piatto e rotto dal tono della nostra voce comprende che non siamo felici per quello che è successo. Allo stesso modo, comprenderà quando lo stiamo lodando o siamo felici. Quindi comincia a interpretare quello che ascolta. E’ anche in grado di eseguire delle piccole richieste composte da due frasi “prendi la bambola e mettila nella scatola”.
Siamo nel periodo che viene chiamato “esplosione del linguaggio”: il bambino amplia il suo vocabolario più velocemente, anche se sono maggiori le parole che comprende rispetto a quelle che utilizza.
Arrivato ai due anni, forse parla ancora poco, sicuramente però riesce a farsi capire: il suo bagaglio di parole si fa sempre più ricco e aumenta anche la complessità di quello che riesce a comprendere. Anche se a noi sembra che non stia ascoltando, lui registra tutto quello che sente e quando meno ce l’aspettiamo potrebbe ripetere proprio quella parola imbarazzante che noi non avremmo mai voluto dire o quel giudizio poco simpatico sulla zia.

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