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Il bambino e lo specchio

La maggiore consapevolezza di sè

A cura del fisiatra Paoloni

Il rapporto del bambino con lo specchio è affascinante e ci permette anche di capire il livello di consapevolezza di sé che il piccolo ha raggiunto.
Le prime esperienze con lo specchio lo portano inevitabilmente a pensare alla presenza di un altro bambino, che si soffermerà spesso ad osservare. Poi proverà ad entrare in contatto con questo “altro bambino”, lasciando immancabilmente le impronte delle proprie mani sulla superficie specchiata.
Dopo il primo anno di età realizza finalmente che l'immagine che vede riflessa è quella del suo corpo.
Si guarda, si studia, si osserva. Comincerà magari facendo delle facce strane o toccandosi le varie parti del viso. Sta conoscendo sé stesso, il suo corpo, e si fa strada in lui la consapevolezza che il suo corpo è qualcosa di ben distinto dal corpo degli altri bambini e da quello della sua mamma e con delle caratteristiche precise, che gli permettono di riconoscersi. Per questo motivo tenderà molto a soffermarsi sui particolari.
Anche le sue azioni, che lui improvviserà allo specchio e che vi faranno spesso sorridere, sono qualcosa di unico ed una caratteristica particolare della sua identità; l'ultimo passo verso la piena coscienza di sé consiste nel prendere atto che anche i suoi pensieri sono ben distinti da quelli delle persone che lo circondano. L'esperienza sensoriale della sua immagine riflessa sarà di grande aiuto in questo senso.

Un esperimento classico per capire il grado di auto-consapevolezza raggiunto dal bambino è il cosiddetto “test della macchia”: disegnate sul naso del vostro piccolo un piccolo pallino rosso e ponetelo davanti allo specchio: molto probabilmente, guardandosi, porterà istintivamente la mano sul proprio naso in corrispondenza della parte colorata; questo significa che ha già raggiunto piena coscienza del suo corpo e del fatto che ciò che vede davanti a sé è semplicemente la propria immagine riflessa.

Una volta compreso il funzionamento dello specchio, la sua inarrestabile curiosità lo porterà ad utilizzarlo come un gioco: si divertirà ad indossare, ad esempio, il cappello o la cravatta del papà, o le scarpe della mamma, ed osserverà incuriosito il suo nuovo look.

Provate ad inserirvi nella scena, facendogli domande su ciò che vede di fronte a sé; è un altro modo, questo, per conoscere il suo livello di percezione di sé stesso e di ciò che lo circonda.

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