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Perché i bambini sono così gelosi delle proprie cose?

E' normale e naturale che i bambini siano gelosi delle proprie cose, perché così piccoli hanno una visione egocentrica del mondo.

A cura del fisiatra Paoloni

E' normale che i bambini di due, tre anni siano gelosi delle proprie cose, perché così piccoli hanno una visione egocentrica del mondo.

La visione egocentrica del mondo è naturale nel bambino piccolo che non vorrebbe condividere con altri bambini.

Essere gelosi delle proprie cose è naturale, ancora di più per un bambino di due o tre anni che ha una visione del mondo egocentrica: lui è al centro del mondo, vuole quello che vede e lo vuole in quel momento, non importa se è in mano a un altro bambino. Tutto gli appartiene. In più i bimbi di questa età non hanno ancora ben interiorizzato il concetto di tempo, quindi per loro dover aspettare, anche solo un minuto, che un bambino finisca di giocare è molto faticoso. Questo vale non solo con i giochi ma con tutto, anche con il cibo. Capita spesso, al parco o in una situazione dove sono presenti più bambini, di assistere alla scena di due bambini che si contendono un gioco.
Queste situazioni mettono spesso in imbarazzo il genitore che subito interviene a seconda dei casi o per dire al bimbo geloso di lasciare giocare l'altro con la sua palla oppure per convincerlo a restituire il gioco al legittimo proprietario. In ogni caso, entrambi i contendenti ricevono un rimprovero per scarsa generosità o impulsività. Sarebbe meglio invece non rimproverare nessuno perché entrambi i bimbi in quel momento non stanno facendo altro che essere loro stessi: hanno un marcato senso del possesso, sono gelosi, non sanno ancora cosa vuol dire condividere. L'ideale sarebbe non intervenire e osservare quello che accade da lontano: forse riusciranno a risolvere il piccolo conflitto da soli. Se è richiesto invece il nostro intervento perché il livello di tensione emotiva aumenta non obblighiamo il bambino a privarsi del suo gioco; è la sua palla ed è del tutto naturale che sia geloso e che voglia riprenderla; è preoccupato per il suo gioco e cerca comprensione, sicuramente non capirà perché noi gli chiediamo di far finta di niente. E poi, facciamo anche noi un piccolo sforzo di immedesimazione: come ci sentiremmo se vedessimo che un perfetto sconosciuto si siede alla nostra scrivania e usa il nostro computer? É un po' quello che sta accadendo a lui con la sua palla. Sicuramente dobbiamo cercare di tranquillizzarlo e di spiegarli che i suoi sentimenti sono del tutto legittimi, ma possiamo anche spiegargli che la palla tornerà non appena il bimbo sarà stanco di giocarci, oppure provare a distrarlo con un altro gioco. Se invece è lui ad essersi appropriato di un gioco altrui, non rimproveriamolo o puniamolo, ma spieghiamogli quello che sta accadendo: "Luca è dispiaciuto perché tu stai giocando con la sua macchinina. Sente le stesse cose che provi tu quando sei triste perché prendono un tuo gioco senza chiederlo". É importante spiegare i sentimenti, cosicché il bimbo possa iniziare a sviluppare un sentimento di empatia, che lo porta quindi a immedesimarsi nelle reazioni degli altri. Probabilmente ci stupirà e sarà lui stesso a restituire la macchinina�o forse no, ma sicuramente farà tesoro di questa esperienza.

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