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Quale attività fisica è concessa in gravidanza?

In gravidanza spesso avviene una riduzione dell'attività fisica, ma meglio continuare a muoversi.

A cura del fisiatra Paoloni

 Per molte donne fisicamente attive nella vita quotidiana, l’inizio della gravidanza coincide con una graduale riduzione nello svolgimento di attività sportive, di fitness o di wellness. Ma è possibile giustificare in ogni caso questo comportamento? E quali sono le reali conseguenza dell’attività fisica (o, al contrario, dell’inattività) durante la gravidanza?

A queste domande ha cercato di rispondere recentemente la Cochrane Collaboration, il più importante istituto scientifico internazionale che si occupa di ‘tradurre’ in raccomandazioni l’insieme dei risultati della ricerca scientifica in vari campi della medicina, basandosi sui principi della cosiddetta Medicina Basata sulle Evidenze.

È noto che le donne che svolgono un’attività fisica attenta e regolare, infatti, hanno una minore tendenza a prendere peso durante il terzo trimestre di gravidanza e riescono a ritornare più velocemente verso il peso forma dopo il parto.

Lo svolgimento di attività fisica, inoltre, migliora in maniera sensibile il tono dell’umore.

Alcune semplici regole per lo svolgimento di attività fisica in gravidanza:

1)   Valutare insieme al proprio ginecologo la presenza di eventuali controindicazioni alla pratica di attività sportiva. Se non ce sono, svolgere un po’ di attività aerobica o di rinforzo (bastano 30 minuti al giorno) è senz’altro una buona regola.

2)   Evitare attività che comportino il rischio di cadute o di traumi alla regione addominale ed al feto. Allo steso modo vanno evitate le immersioni subacquee per il rischio che deriva dalle alterate pressioni che si sviluppano in utero.

3)   Considerare come obiettivo quello di mantenere un buon livello di attività fisica, non di migliorare costantemente le proprie prestazioni.

4)   Iniziare esercizi per rinforzare i muscoli pelvici (un istruttore laureato in scienze motorie o un fisioterapista potranno indicarvi come farlo) immediatamente dopo il parto, per ridurre il rischio di incontinenza urinaria.

Svolgere attività fisica regolare, se non controindicata dal ginecologo, non comporta rischi per il parto né per il bambino e non interferisce sulla produzione di latte dopo il parto.

Uno stile di vita attivo è quindi raccomandabile, anche per prepararsi alla nuova sfida di mamma, sempre pronta ad avere energie per se stessa e per il proprio bambino!    

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