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Cinque cose che (forse) non sai sull’allattamento materno

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Tutte le donne hanno il latte.

Spesso si sente dire che una mamma non ha potuto allattare perché “non le è venuto il latte”. Questo non è mai vero: il meccanismo che avvia la produzione del latte materno, e la mantiene fino a quando un bambino si attaccherà al seno, è un meccanismo automatico, regolato dagli ormoni e presente in tutte le donne che abbiano partorito un figlio. Se il latte “non viene” è perché questo meccanismo non è stato valorizzato, ma anzi è stato “sabotato”.

Il latte lo produce la mamma, ma la produzione è regolata dal bambino.

I bambini non sono tutti uguali: ci sono quelli che poppano tanto e quelli che invece hanno bisogno di poco; quelli che crescono come vitellini e quelli che invece crescono lentamente. Sono tutti bambini sani e normali, ma ognuno ha le sue esigenze. Per questo motivo i seni delle mamme che allattano non producono tutti la stessa quantità di latte: ogni seno adatta la produzione al bambino ci si attacca. E se per caso i bambini dovessero essere più di uno (come capita nei gemelli) la produzione può raddoppiare, se la richiesta di latte è doppia.

L’allattamento al seno materno comincia il giorno in cui il bambino nasce...

Un tempo, subito dopo la nascita, nei reparti di maternità degli Ospedali e delle Cliniche, si usava dare ai neonati delle piccole quantità di “soluzione glucosata” (acqua e zucchero) per evitare che si disidratassero e per fornire loro un po’ di energia. Oggi questa pratica è stata fortunatamente abbandonata quasi dappertutto. Non c’è bisogno infatti di aspettare la “montata lattea” (il seno che diventa gonfio e duro e comincia a produrre latte in abbondanza) per attaccare il proprio bambino al seno materno: già subito dopo il parto comincia a prodursi il colostro, un liquido di proteine e di anticorpi che non è ancora latte, ma lo diventerà presto. Il colostro è perfetto perché evita la disidratazione e fornisce energia molto meglio della soluzione glucosata. E così l’allattamento comincia quando il latte ancora non c’è.

… ma nessuno sa quando finirà.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce che i bambini vengano allattati esclusivamente al seno dai primi giorni per i primi sei mesi e che poi l’allattamento materno prosegua, integrato con cibi solidi, fino ai due anni e possa durare ancora, finché mamma e bambino lo desiderino. E così non c’è niente di straordinario se una coppia mamma-bambino desidera continuarlo a lungo, anche molto a lungo: stanno solo seguendo… un’autorevole raccomandazione dell’OMS. Come pure non ci sarebbe niente di strano se una coppia mamma-bambino, che non desideri più continuare con l’allattamento materno, volesse smettere presto.

Il latte materno è sempre sostanzioso.

Spesso una mamma che allatta da molti mesi si sente rimproverata: c’è chi crede che dopo tanto tempo il latte diventi acqua (o quasi) e che la composizione del latte non contenga più le sostanze di cui un bambino ha bisogno. Si tratta di una convinzione completamente falsa, anche se molto diffusa. È vero che il latte può cambiare la sua composizione nel tempo, via via che il bambino cresce e si allontana il giorno in cui era nato, ma questi cambiamenti sono solo un adeguamento a quelle che sono le esigenze del bambino stesso. Il latte resta sempre latte. Nessun allattamento, ovviamente, durerà per sempre, ma finché dura è sempre un buon modo di nutrire un bambino.

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