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Bambini e genitori sempre più esigenti

Ogni bambino sviluppa capacità differenti

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Oggi tutto va di corsa, anche lo sviluppo dei bambini. Una volta si imparava lentamente e solo alla fine della prima elementare si riusciva a leggere e a scrivere. Oggi ai bambini viene chiesto molto di più.
In parte questa fretta è giustificata dai tempi della nostra vita: una persona deve sapere e saper fare molte più cose di una volta, perché è la società che è molto più complicata e, se non si sta al passo, si può restare tagliati fuori.
E così i bambini che passano dalla scuola materna alla scuola elementare spesso iniziano a frequentare la prima che già conoscono l’alfabeto, sanno leggere e scrivere numerose parole.
Questa tendenza ad anticipare tutto naturalmente influenza pure gli anni che precedono la scuola materna: i genitori diventano esigenti, cercano di stimolare al massino i figli e si aspettano da loro grandi cose. Non basta che comprendano quello che diciamo e sappiano parlare, devono saper usare lo smartphone e i mille telecomandi che girano per casa; devono avere confidenza con la tastiera ed il computer…
Il più delle volte, sembra incredibile, ma sono i bambini stessi a fare tutte queste cose spontaneamente e senza sforzo, come se fossero nati per questo.
Altre volte però non è così: i bambini, si sa, non sono tutti uguali e possono essere più o meno precoci nel fare certe cose. Queste differenze dipendono da mille fattori, fra cui lo sviluppo delle cellule del cervello e dei miliardi di collegamenti che le uniscono fra di loro.
Questo non significa che chi raggiunge un determinato traguardo più tardi dei suoi coetanei sia destinato ad essere meno bravo: magari sarà più svelto in altri campi.
Non sempre noi adulti siamo ben informati e consapevoli di queste cose: a volte ci allarmiamo, cerchiamo l’aiuto di “specialisti” per i nostri bambini. Spesso sono anche le educatrici del nido a segnalare un “disturbo” che è solo un piccolo ritardo.
Insomma occorre andarci piano prima di preoccuparsi dello sviluppo del bambino: prima di mettere un’etichetta ad un bambino e  iniziare un percorso riabilitativo e terapeutico, bisogna pensarci bene e sentire le persone giuste.
Prima di tutto il pediatra di fiducia.
La fretta, si sa, è cattiva consigliera.

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