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Come gestire un bimbo con sordità?

Se il bimbo nasce sordo, l'handicap della sordità deve essere diagnosticato precocemente e può essere gestito e superato. Scopriamo come.

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

La sordità di un neonato si può affrontare nel modo corretto se diagnosticata attraverso gli screening audiologici

L'udito, è inutile dirlo, è uno dei nostri cinque sensi e non possiamo proprio farne a meno. Tuttavia un piccolo numero di bambini nasce sordo, ed è molto importante accorgersene per tempo perché la sordità, se scoperta nei primi mesi di vita, può essere affrontata con le giuste tecniche di riabilitazione e con apparecchi acustici, assicurando così al bambino un futuro quasi normale.
Ma come so fa ad identificare un bambino sordo?
Almeno in tre modi.
Alla nascita in molti ospedali si fa un semplice esame, uno screening audiologico, chiamato "Otoemissioni acustiche": si tratta di valutare in un tempo molto breve (circa dieci secondi) le capacità uditive di un neonato, anche di pochi giorni di vita, utilizzando un'apparecchiatura che sfrutta il fatto che l'orecchio interno (che è una parte dell'orecchio) in conseguenza dell'impatto con un suono, oltre a trasmettere al cervello impulsi elettrici, genera a sua volta segnali acustici che possono essere registrati: la loro assenza è sintomo di sordità.
Purtroppo questa procedura non si svolge dappertutto e perciò la maggior parte dei pediatri utilizzano un semplice test chiamato BOEL, nome derivato dalle iniziali di una frase in lingua svedese: Blicken Orienterer Efter Ljud (orientamento dello sguardo dopo stimolo sonoro).
Viene eseguito sui bambini di età compresa tra i 7 e i 9 mesi: il bambino siede sulle ginocchia della madre o di chi lo accompagna; l'attrezzatura utilizzata è molto semplice (4 fonti sonore e di 2 stimoli visivi). Il bambino viene distratto da uno stimolo visivo, mentre il pediatra, senza farsi vedere, produce dei rumori. Se il bambino volge lo sguardo verso la fonte del rumore, probabilmente ci sente bene.
Il terzo metodo (un po' meno scientifico) è quello casalingo: sobbalza se si accende la TV? Si spaventa se sbatte una porta? Si sveglia se c'è chiasso? Se è così, probabilmente ci sente bene.

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