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Come scoprire se un bambino non ha voglia di fare attività sportiva?

E' possibile capire con anticipo se un bambino non ha propensione per l'attività sportiva e rimediare.

A cura del pediatra

Adolescenti e giovani adulti che praticano attività fisica con regolarità, ed eventualmente anche a buoni livelli in termini di agonismo, in genere presentano uno stato di salute migliore rispetto a quelli che conducono una vita sedentaria. Ma è possibile ‘intercettare’ bambini che potranno non avere tanta voglia o propensione verso un’attività sportiva già a partire dalle prime fai della vita?

Un recente studio Finlandese ha analizzato un campione di 9,009 individui in età adulta e ne ha studiato i livelli di attività fisica, mettendoli in relazione con il grado di sviluppo motorio ad 1 anno e con la partecipazione all’attività sportiva scolastica nell’adolescenza.

Ne è risultato che quegli adulti che avevano mostrato una precocità nell’acquisizione delle competenze motorie principali, in particolare la capacità di tenersi in piedi da soli e di compiere i primi passi con l’aiuto dei genitori, avevano mostrato in adolescenza un maggior grado di partecipazione alle attività sportive. Le stesse persone, inoltre, tendono ad avere una vita più attiva, a compiere regolarmente ed in maniera variegata, sport sia a livello amatoriale sia a livello agonistico. Il tutto, inoltre, indipendentemente dall’età gestazionale alla nascita, dalle caratteristiche socio-economiche della famiglia, nonché dall’indice di massa corporea, ossia dal rapporto fra il peso corporeo ed il quadrato dell’altezza, all’adolescenza.

Tali risultati sembrerebbero indicare, dunque, che, laddove i bambini presentino un eccessivo ritardo nello sviluppo di alcune gestualità motorie, andrebbero valutati ed eventualmente stimolati per raggiungerle in tempi adeguati. Naturalmente, non è consigliabile il contrario, ovvero forzare un bambino troppo piccolo a stare in piedi o a camminare, anche aiutato, troppo precocemente. In questi casi, infatti, i rischi sarebbero addirittura maggiori dei benefici, soprattutto perché si potrebbero sollecitare in maniera eccessiva e non adeguata, le strutture dell’apparato muscolare e scheletrico, soprattutto a livello degli arti inferiori.

In tutti i casi, il consulto da parte del pediatra di fiducia o del fisiatra dell’età pediatrica, può aiutare i genitori ad orientarsi verso il comportamento più corretto.

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