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Correre, cadere e giocare

Sono comportamenti normali e necessari per i bambini

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Chi di noi non ricorda una caduta da bambino, un ginocchio sbucciato, una piccola ferita sulla testa o qualcosa del genere?
Una volta che si impara a camminare verrà spontaneo cercare di correre: dietro un pallone, incontro al papà che torna dal lavoro, per inseguire il gatto ecc. ecc

D’altro canto è una prova che ciascun bambino fa per saggiare le proprie capacità, sfogare la sua energia, raggiungere un obiettivo. E se si corre, soprattutto all’aria aperta, prima o poi si cade.
Cadere e farsi (un po’) male è molto utile ai bambini: attraverso l’esperienza diretta imparano a misurare i propri limiti e ad avere paura del dolore. La paura è uno strumento di difesa formidabile, che ci impedisce di fare sciocchezze: e non si impara ad avere paura se non si fa un’esperienza diretta di quello che ci può capitare.
Per questo motivo essere troppo protettivi nei confronti dei bambini impedisce loro di fare le necessarie esperienze e li fa diventare più fragili e insicuri. Perciò benvenuta qualche caduta e qualche (piccola) ferita!
E ora vediamo che fare.
Intanto è molto difficile che cadendo durante la normale attività di gioco un bambino si faccia veramente male: quasi sempre si tratterà di qualche semplice “bua”.
Le sbucciature e le ferite superficiali si curano lavandole con cura, disinfettandole e coprendole con un cerotto. Niente paura del tetano: i nostri bambini sono fortunatamente tutti vaccinati.
Se si batte la testa bisogna stare un po’ più attenti anche se, nelle comuni “capocciate”, basta tenere il bambino in osservazione per qualche ora, accertandosi che non siano sorte altre problematiche. Qualora il bimbo non dovesse essere più vigile e inizi a vomitare, si raccomanda di rivolgersi al proprio medico o di raggiungere l’ospedale più vicino.
E qui si esauriscono gli incidenti “normali”.
Altre situazioni, come le ustioni per esempio o le folgorazioni con la corrente elettrica, proprio normali non sono e, non c’è bisogno di dirlo, non devono capitare. E non capitano se si sta attenti alle pentole, all’acqua bollente, al ferro da stiro, alla stufa ed ai fili elettrici.

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