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Cosa fare se il bambino è stitico?

A volte può succedere che il bambino sia stitico, scopriamo insieme cosa fare.

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Potrebbe sembrare una cosa poco spiacevole, forse addirittura sconveniente, ma l’argomento “cacca”, soprattutto dopo l’età dello svezzamento, è molto gettonato nelle conversazioni fra genitori e pediatri.

Molti genitori sono meravigliati dalla quantità di feci che emette un bambino (ma è logico che sia così: i neonati mangiano moltissimo e perciò di cacca ne fanno tanta); ma moltissimi sono preoccupati perché le feci sono poche, oppure molto consistenti (palline), oppure le evacuazioni sono irregolari e poco frequenti.

Capita inoltre che alcuni bambini siano un po' stitici, si sforzino parecchio e dimostrino di fare molta fatica, o provare dolore ad ogni emissione di feci.

In particolare questo fenomeno è frequente nella fase di svezzamento, perché l’alimentazione diventa più consistente e spesso nella composizione delle pappe vengono privilegiati gli ingredienti ritenuti più “pregiati” (la carne e i cereali), mentre si dà meno importanza alle fibre, conenute principalmente nella frutta e nella verdura.

I vegetali inoltre sono spesso inseriti nell’alimentazione dei bambini in forma “omogeneizzata” e cioè ridotta in particelle molto piccole, poco adatte a fare massa e a stimolare la funzione dell’intestino.

Il cibo che noi mangiamo infatti si trasforma, nello stomaco prima e nell’intestino poi: le sostanze nutrienti vengono assorbite e gli scarti vengo spinti in avanti fino ad essere espulsi. Le fibre vegetali contengono una sostanza (la cellulosa) che per noi esseri umani è proprio uno scarto: gli uomini infatti, a differenza di alcuni animali come le mucche, non sono in grado di digerire la cellulosa che, se presente nel cibo, arriva intatta nelle feci.

Ma questo non vuol dire che sia inutile: svolge infatti una funzione essenziale, dare volume alle feci in maniera che restino morbide e possano essere espulse facilmente.

Perché invece se ci nutriamo solo di sostanze “utili”, queste vengono assorbite e nell’intestino restano poche scorie che si possono indurire: diventa così difficile espellerle.

Un altro dei pregiudizi che facilita la stitichezza (che poi tanto preoccupa i genitori) è la riduzione dei grassi nell’alimentazione dei bambini (poco o pochissimo olio nelle pappe). È vero che noi adulti dobbiamo spesso limitarci nella nostra dieta per paura di ingrassare, ma queste regole non valgno per i nostri bambini di pochi mesi, la cui dieta, invece, deve essere ricca di grassi, che dovrebbero costituire il 50% dell’apporto calorico giornaliero.

Sbaglieremmo però se attribuissimo solo ad “errori” alimentari questa frequente stitichezza dei bambini durante la fase dello svezzamento: il fenomeno dipende anche, in parte, da una certa immaturità dell’intestino che ancora non è capace di coordinarsi con la volontà (che dà il via all’espulsione delle feci anche nei bambini molto piccoli).

E allora che fare?

Dieta ricca di fibre: verdura e frutta fresca, più legumi nella minestra.

Qualche volta, sempre dietro consiglio del pediatra, sarà necessario un microclisma, qualche altra volta basterà una suppostina.

E poi, come sempre con i bambini, avere pazienza: quasi tutti questi piccoli “stitici” avranno in futuro regolari abitudini intestinali.

 

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