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Cosa fare se il bambino ha preso una brutta botta?

Cadere per un bambino che sta imparando a camminare è facilissimo: bisogna fare attenzione a spigoli & c.

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Camminare e cadere, a questa età, sono quasi un tuttuno. Facile inciampare, facilissimo incontrare uno spigolo ad altezza di bambino. Per non parlare delle cadute dopo un’”arrampicata” su una sedia o un lettino.

Sarebbe meglio evitare le cadute, è ovvio, ma non è molto facile.

I bambini infatti, soprattutto a questa età si muovono in maniera imprevedibile e a volte anche un po’ incerta; senza dire che, soprattutto i maschietti, si trasformano all’improvviso in piccoli, ma audaci esploratori.

Qualche consiglio pratico.

Evitate i mobili con spigoli acuminati (piani in cristallo, per esempio) oppure applicate gli appositi “paraspigoli”.  Attenzione alle sedie e ai gradini, se in casa ci sono le scale, si può sempre mettere un cancelletto per evitare cadute accidentali.

Ma se, nonostante tutto, una botta si prende lo stesso (ed è quasi inevitabile: se ci pensate, vi ricorderete che è capitato più di una volta anche a voi, da piccoli), cosa facciamo?

Per evitare il “bernoccolo” (cioè l’ematoma, una raccolta di sangue sotto il cuoio capelluto, a volte molliccia e in qualche caso anche grossa) l’applicazione immediata di un cubetto di ghiaccio sarà utile. Il freddo infatti stringe i vasi sanguigni e blocca l’emorragia. Ma se ormai è passato qualche minuto dalla caduta e il bernoccolo si è formato, inutile schiacciarlo con il ghiaccio: si provoca solo dolore.

Può darsi che il bambino pianga per lo spavento e in qualche caso, se la botta è stata forte, può anche vomitare: la prima cosa da fare è prenderlo in braccio, parlargli con calma e cercare di calmarlo. Le braccia della mamma (o del papà) e un “bacetto” dato sul punto giusto, a volte fanno miracoli.

Una cosa sconsigliabile è precipitarsi subito in Ospedale o fare radiografie del cranio. Meglio, in caso di trauma cranico, cercare di calmare il bambino e prepararsi ad osservare il suo comportamento. Se, dopo l’iniziale pianto, riprenderà le sue normali attività, non ci dovrebbe essere nessun problema.

Se invece il bambino dovesse cominciare a vomitare a ripetizione, oppure dovesse diventare stranamente sonnolento, converrà cercare un contatto con il proprio medico curante al più presto e, se questo non è possibile, andare all’Ospedale.

Un pediatra come me, che esercita ormai da molti anni, ha visto centinaia di bambini cadere e battere la testa e, per fortuna, non ha ancora avuto un caso di trauma cranico in cui sia stato necessario intervenire chirurgicamente. Forse sono stato fortunato, ma credo di potervi consigliare attenzione, ma anche tranquillità.

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