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L’Eruzione dei denti da latte

Sintomi, sequenze, ritardi e durata.

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Come e quando spuntano i dentini?

I bambini nascono senza denti, e poi ci vogliono circa due anni perché ne spuntino 20: i denti da latte. Nei primi mesi di vita del neonato i denti non servono: il bambino si nutre di un alimento liquido, il latte.

Ma già a sei mesi comincia a mangiare qualcosa (inizia lo svezzamento), e poi non si ferma più fino a che è in grado di masticare di tutto, proprio come un adulto.

L’eruzione dei denti, la dentizione nei bambini, è strettamente legata ai cambiamenti dell’alimentazione, è un fenomeno a cui i genitori hanno dato sempre molta importanza. Forse è per questo che l’eruzione dei denti viene messa così spesso sul banco degli imputati.

Il bambino a 2 mesi sbava e mette le mani in bocca? Comincia già a mettere i denti.

Il bambino mangia poco o meno? Sarà perché sta mettendo i denti.

Il neonato è nervoso? Certo, è perché stanno spuntando i denti.

Il bambino ha la diarrea? Forse dipende dai denti da latte.

Il bambino non dorme? Può darsi che gli diano fastidio i denti che stanno spuntando.

Per non parlare poi della “febbre da denti”.

In realtà nessuna di queste affermazioni è vera: l’eruzione dei denti è un fatto fisiologico, fa parte della crescita di tutti i bambini e non provoca quasi mai inconvenienti. Quelli sopra citati non sono sintomi dell’eruzione dei denti da latte.

Ma quest’ultima dura molto: fra l’arrivo del primo dentino e il completamento della dentizione “decidua” (si chiamano così i “denti di latte”) passa circa un anno e mezzo; ogni dente ci mette un po’ per spuntare e così ogni giorno che passa, fra i 6 mesi circa e i 2 anni, c’è un dente che sta gonfiando la gengiva, o sta per spuntare o è appena spuntato. E perciò qualunque cosa accada (un piccolo malessere, una febbre passeggera, un momento di agitazione) coinciderà con l’eruzione di un dente. Da qui il passo è breve e la coincidenza nel tempo fra eruzione dei denti e piccoli problemi viene interpretata con un rapporto di causa ed effetto: quella febbre, quel malessere dipendono dall’eruzione del dente.
Vediamo invece come stanno le cose.

Fin dalla nascita i bambini usano molto la bocca: la bocca è la porta attraverso la quale passa il latte, indispensabile per la loro crescita. I bambini piccolissimi amano succhiare e perciò imparano prestissimo a portare alla bocca un dito, una manina, l’intero pugnetto. Lo fanno per loro piacere e voglia di “assaggiare” il mondo. E mentre lo fanno sbavano anche parecchio. Tutto questo fa parte della loro natura, i denti non c’entrano nulla, tanto è vero che le gengive sono ancora sottilissime e non si riesce neppure a indovinare il dentino che sta crescendo lì sotto. Questo dentino (di solito un incisivo inferiore) spunterà quando meno i genitori se lo aspettano, senza dare fastidio: spesso la mamma se ne accorge per caso, sentendo un piccolo rumore quando mette in bocca al bambino il cucchiaino con la pappa. Allora va a guardare e scopre la punta minuscola del dentino, che ha appena tagliato la gengiva.

Si va avanti così, più o meno velocemente, fino a quando, in genere dopo il compimento di un anno, cominciano a spuntare i molari prima e i canini dopo.

Nel frattempo il bambino cresce, affronta i suoi primi piccoli malanni, i suoi momenti di difficoltà, le paure notturne, con i risvegli che tanto preoccupano i genitori, qualche febbre. Tutto questo accade “mentre” spunta qualche dente, non “perché” spunta un dente.

Anche se…

I molari e i canini, quando tagliano le gengive, a volte possono effettivamente infastidire il bambino, che tende a mettere in bocca oggetti consistenti, da “masticare” con le gengive per aiutare il dente a venire fuori. Qualche volta ci può essere anche dolore. Qualche altra volta, prima di spuntare, il molare provoca un piccolo ematoma sotto la gengiva, che si presenta come un gonfiore di colore bluastro, destinato a scoppiare presto, lasciando una macchiolina di sangue sul cuscino della culla.

E finalmente, più o meno a due anni, come abbiamo detto, i denti sono tutti lì, piccoli e bianchi, pronti a masticare di tutto. Sono denti “decidui”, cioè destinati a cadere e a essere sostituiti da denti “permanenti”, ma non per questo possiamo considerarli denti “usa e getta”: i molari, per esempio, sono destinati a funzionare per almeno 10 anni.
Per questo è bene averne molta cura!

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