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I piccoli difetti nei bambini appena nati e nei neonati

Macchie sulla pelle, gonfiori, fontanelle, latte della strega: tutte normali tappe nella crescita del neonato

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

In un bambino appena nato sono presenti spesso “difetti”, apparentemente anche molto strani. In realtà si tratta di fenomeni normali e transitori che non devono preoccupare i genitori, non richiedono cure e tendono a sparire con il tempo. Vediamo quali sono i più frequenti.

Molti neonati presentano sul naso, sulle guance e talvolta su fronte e mento, dei granelli biancastri ben incastonati nella pelle. Sono i grani di “milio”, piccole cisti sebacee che spariscono nel giro di qualche settimana.

L’accumulo di pigmento sotto la pelle può provocare delle macchie bluastre (macchie mongoliche) soprattutto sul dorso e sulle natiche: sembrano lividi, ma non lo sono, spariscono piano piano, si vedono più spesso nei bambini bruni, originari del bacino del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell’Europa orientale o dell’Asia.

Alle palpebre, alla radice del naso, sulla fronte e sulla nuca ci sono, con notevole frequenza, delle macchie rosse (“macchie vascolari”, ma in alcune regioni italiane sono chiamate “morso di cicogna”): anche queste tendono ad attenuarsi col tempo per poi scomparire del tutto. La macchia della fronte può essere molto intensa e diventa più rossa quando il bambino piange.

Meno frequenti sono gli “angiomi”, di colore rosso scuro, a rilievo; il pediatra ne seguirà l’evoluzione. In genere, dopo una fase di crescita che dura qualche mese, gli angiomi spariscono da soli, anche se ci potrebbero volere anni; quasi mai è necessario un intervento.

Nel bianco degli occhi talvolta si vedono delle piccole emorragie, all’inizio a forma di puntini, che poi, nei giorni seguenti, tendono ad allargarsi seguendo la curvatura dell’occhio. Interessano solo lo strato più superficiale e spariscono in pochi giorni senza lasciare conseguenze.

Il cranio, per passare più facilmente attraverso il canale del parto, subisce delle modificazioni: le ossa che lo compongono si muovono “a cerniera”, le tracce di questo movimento possono rimanere anche per alcuni giorni, sembrano degli scalini e si sentono accarezzando la testa del bambino. Anche questi spariranno per uno spontaneo assestamento.

Sempre in conseguenza del parto ci può essere un versamento di sangue sotto il cuoio capelluto, più o meno molle, che assomiglia ad un grosso bernoccolo e si chiama “cefaloematoma”. Nella parte del cranio che si è “presentata” nel canale del parto, per effetto della compressione subita al momento della nascita, può formarsi un gonfiore chiamato “tumore da parto”. Ambedue queste tumefazioni spariscono spontaneamente.

Nella testa del neonato vi sono delle zone molli, punti in cui le ossa del cranio non sono saldate: sono le famose “fontanelle”. La testa sembra fragile, ma il bambino può essere maneggiato senza pericolo, perché a protezione del tessuto cerebrale c’è una membrana molto resistente.

Nei primi giorni dopo il parto, sia nella femmina che nel maschio, i genitali sembrano particolarmente voluminosi: la vulva è gonfia, le piccole e le grandi labbra sono nettamente rilevate; anche il pene appare voluminoso e lo scroto gonfio. È un effetto provocato da ormoni materni, passati attraverso la placenta nei giorni che precedono la nascita, che vanno ad agire proprio sui genitali. Questo fenomeno dura qualche giorno: si chiama “crisi genitale”. Nelle bambine ci può essere anche un piccolo sanguinamento, simile ad una mestruazione; è dovuto al fatto che dopo la nascita gli ormoni materni spariscono improvvisamente dal sangue della neonata.

Sempre per effetto degli ormoni materni, sotto il capezzolo, sia nei maschi che nelle femmine, si può notare un rigonfiamento duro e teso. A volte addirittura le mammelle contengono piccole quantità di latte (nella tradizione popolare “latte di strega”): non devono essere spremute, per evitare di provocare infezioni, e neppure fasciate. Via via che il neonato elimina gli ormoni, il gonfiore sparisce spontaneamente, anche se sotto la mammella a volte persiste a lungo un piccolo nodulo.

 

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