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Il latte materno: proprietà e importanza

Qual è l’alimentazione migliore per un neonato? Cosa dovrebbe mangiare la mamma durante l’allattamento?

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Il nostro corpo è costituito da molecole di sostanze che derivano dal cibo di cui ci nutriamo ogni giorno, perciò il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach affermava nell’’800 che noi siamo quello che mangiamo.

All’inizio della vita un neonato, come tutti i cuccioli dei mammiferi, si nutre di un solo alimento: il latte materno.

E perciò il corpo di un neonato è fatto di quello che la sua mamma ha mangiato durante la gravidanza e poi anche di tanto latte: noi pediatri lo chiamiamo “lattante”.

Guardatelo, un lattante di pochi mesi: non vi sembra tenero, dolce e profumato come il latte? Il latte è un alimento portentoso che contiene già tutto quello che serve per la crescita e lo sviluppo di un cucciolo nei primi mesi della sua vita. Ogni specie di mammifero ha la sua produzione di latte materno, e la specifica composizione del latte si adatta perfettamente alle esigenze di quella specie. E così producono latte le immense balene e i minuscoli topolini di campagna. E naturalmente anche le donne. Il latte materno, la cui composizione è il prodotto di un’evoluzione durata centinaia di millenni, è perfetta per i cuccioli d’uomo.
La scienza ormai non ha dubbi: la maniera migliore di alimentare un bambino è dargli il latte del seno materno.

Che non solo contiene tutte le sostanze che gli servono per vivere e per crescere, ma contiene persino anticorpi e cellule vive, oltre a sali minerali ed altre sostanze nutritive, che lo proteggeranno da molti rischi.

E ha anche una “sapore di famiglia”.
Sappiamo infatti che il feto in utero “assapora”, ingerendo liquido amniotico, il cibo di cui si nutre la sua mamma durante la gravidanza.
Anche nel latte materno passano i sapori. Una mamma che allatta non dovrebbe cambiare le proprie abitudini alimentari, dovrebbe mangiare tutto quello che mangia di solito e che ha mangiato anche durante la gravidanza, perché non c’è nessun alimento vietato in allattamento.
Così facendo il sapore del latte di donna assomiglierà molto al sapore che aveva il liquido amniotico che circondava il feto in utero: i cibi dai sapori più intensi sono molto raccomandati perché cedono un po’ di questo gusto al latte materno. Succhiando questo latte il neonato riconoscerà i sapori che aveva assaggiato quando era ancora in pancia.
Un bel vantaggio per lui che, succhiando il latte di mamma, si abitua anche ai mille sapori che lo aspettano nella vita.

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