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Interazione dei bambini nei primi anni di vita

Nei primi tre anni di vita il bambino impara a socializzare e a comunicare.

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

I rapporti del bambino con i coetanei forniscono un contributo importante e specifico allo sviluppo; la competenza sociale con il coetaneo nei primi tre anni di vita si manifesta attraverso comportamenti diversi a seconda dell'età presa in considerazione.

I cambiamenti che si osservano in questo periodo sono indubbiamente collegati .
Alla fine del primo anno di vita aumenta la capacità del bambino di entrare in relazione con il coetaneo. I primi contatti sociali si possono osservare già nel periodo neonatale. Se fino a due mesi di vita l'unica reazione al coetaneo consiste nel pianto indotto dal pianto altrui, a tre quattro mesi si osservano comportamenti come il toccare e lo sporgersi verso l'altro e da sei mesi iniziano i sorrisi e le vocalizzazioni.

Tra i sei e i dodici mesi del bambino i contatti cambiano per frequenza ed intensità; i comportamenti diretti all'altro aumentano, nella forma sia di segnali espressivi come i sorrisi e le vocalizzazioni, sia di atti motori come il toccare e l'agitare le braccia. Aumenta inoltre la frequenza con cui il bambino guarda l'altro bambino. Diventa capace di indirizzare al coetaneo atti non solo singoli (come sorridere) ma anche coordinati (come sorridere e agitare le braccia).

Si tratta tuttavia di comportamenti che, pur coinvolgendo sia l'oggetto che l'altro, tendono a rimanere prevalentemente unidirezionali, non vengono cioè reciprocicati dal coetaneo. Si può dire pertanto che, nel primo anno di vita, il bambino dimostra la capacità di dirigere iniziative sociali al coetaneo ma non quella di rispondervi.

Nel secondo anno di vita del bambino si sviluppa la capacità di assumere ruoli e di interagire, quindi, con le iniziative dell'altro. Le abilità sociali del bambino col coetaneo attraversano cambiamenti sia quantitativi che qualitativi. I comportamenti consistono sempre più in azioni coordinate, accompagnate dallo sguardo verso l'altro. Si organizzano in forme riconoscibili che passano da una struttura prevalentemente speculare, in cui il bambino riproduce l'azione dell'altro, alla struttura complementare in cui l'azione di un bambino completa quella dell'altro, fino alla comparsa della struttura reciproca, in cui si scambiano i ruoli dell'attività in corso, come l'inseguire e l'essere seguito.

A partire dal terzo anno di vita si sviluppano le funzioni simboliche e quelle del linguaggio che consentono al bambino di condividere una attività con il coetaneo. Anche la relazione con l'adulto offre al bambino la possibilità di sperimentare modalità interattive che può utilizzare anche nella sua relazione con l'altro bambino. Aumenta in questo periodo la capacità dei bambini di realizzare qualcosa insieme; per quanto l'attività solitaria continui ad essere prevalente, i bambini si dimostrano più capaci di condividere l'obiettivo di un'attività insieme, integrando le rispettive azioni a livello sia verbale che non verbale.

Poco per volta questa capacità di cooperazione si estende ai giochi di finzione, in cui i bambini condividono la realizzazione di un tema familiare come fingere, ad esempio, di apparecchiare insieme la tavola per mangiare.

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