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Storia dei Vaccini: come nascono e perché sono fondamentali

Le Vaccinazioni obbligatorie e le prime scoperte

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Oggi si parla molto di vaccinazioni: vaccini obbligatori, leggi, decreti. Ma i genitori chiamati a vaccinare i loro figli sanno davvero che cosa è un vaccino? Molto spesso circolano informazioni parziali o confuse.
Per capire cosa sono i vaccini conviene raccontarne la storia.

Come sono nati i vaccini

In passato le malattie infettive mietevano centinaia di migliaia di vittime nei periodi di epidemia. La peste, come quella descritta da Manzoni ne “I Promessi sposi”, si diffondeva rapidamente e uccideva quasi tutte le persone contagiate, portando alla morte fino a un terzo della popolazione, e lasciando le città e le campagne spopolate e abbandonate.
Le malattie infettive erano la più temuta disgrazia che poteva capitare, peggiore persino della guerra. Fra queste c’era anche il Vaiolo, una malattia che si presentava con pustole che coprivano tutto il corpo, meno contagiosa delle peste e meno grave, ma che pure aveva una mortalità altissima: uccideva un ammalto su tre.

Già quasi 5 secoli prima di Cristo era noto ai medici dell’antica Grecia che chi aveva superato il vaiolo diventava immune per sempre e non poteva più contrarre questa malattia. Da qui l’abitudine di contagiare di proposito soggetti sani, con materiale purulento prelevato da malati in via di guarigione o da soggetti che avevano contratto la malattia in forma lieve, allo scopo di renderli immuni per sempre dalla malattia.
Una pratica molto pericolosa, perché alcuni dei soggetti contagiati artificialmente si ammalavano gravemente e morivano, ma piuttosto diffusa perché garantiva ai molti che superavano il contagio una robusta immunità.

Questa pratica era già una vaccinazione a tutti gli effetti.

Il primo “vaccino”: origine e significato della parola

Fu solo alla fine del 1700 che uno scienziato, Edward Jenner, si accorse che le epidemie di vaiolo in Inghilterra non colpivano mai i contadini che allevavano e mungevano le mucche. Anche le mucche si ammalavano di una forma di vaiolo, molto meno grave del vaiolo umano, che si trasmetteva ai contadini provocando piccole piaghe purulente sulle mani: si chiamava vaiolo “vaccino”, cioè vaiolo delle vacche.

Ecco spiegata l’origine della parola: vaccino.
Jenner ipotizzò che il vaiolo umano e il vaiolo vaccino fossero due varianti della stessa malattia e che inoculando in soggetti sani il pus del vaiolo delle vacche questi sviluppassero una malattia poco aggressiva e, alla guarigione, divenissero resistenti anche al vaiolo umano.

All’epoca non si aveva nessuna conoscenza di quella che oggi chiamiamo “immunologia”, non si conosceva l’esistenza degli “anticorpi” e della “memoria immunitaria”, quella mirabile capacità che il nostro organismo ha di riconoscere immediatamente un microrganismo aggressivo, che abbiamo già incontrato e sconfitto in passato, e di produrre gli anticorpi necessari per neutralizzarlo. I medici imparavano dall’esperienza, e l’esperienza insegnava che inoculando il vaiolo “vaccino” si provocavano febbre e pustole, ma si diventava resistenti al vaiolo umano.
Edward Jenner fu molto coraggioso e, dopo aver sperimentato l’effetto protettivo del “vaccino”, per dimostrare quanto lui stesso credesse nella sua teoria, lo inoculò a suo figlio.

La vaccinazione obbligatoria dei bambini

Non fu facile convincere tutti della bontà di questo metodo per prevenire il vaiolo e ci vollero anni di tentativi, non sempre riusciti, perché questa pratica si diffondesse, ma alla fine l’effetto protettivo di questa “vaccinazione” fu così evidente che questa pratica si diffuse, inizialmente fra i nobili e le classi sociali più abbienti. Fino a quando, nel 1840, in Inghilterra divenne obbligatoria per tutti.
Dall’Inghilterra l’obbligo della “vaccinazione” contro il vaiolo si diffuse poi in tutto il mondo e 140 anni dopo, nel 1980, siamo arrivati all’eliminazione definitiva del virus del vaiolo dalla faccia della Terra.

Da allora l’obbligo di vaccinarsi contro il vaiolo è stato cancellato e da più di 30 anni nessuno si vaccina più contro questa malattia. E questo per un motivo molto semplice: il vaiolo non esiste più.
L’eliminazione definitiva di una malattia così grave e così diffusa può essere considerata uno dei più grandi successi della medicina di tutti i tempi.

Ma se potessimo ripercorrere all’indietro questa storia, tornando ai tempi dell’antica Grecia, ci accorgeremmo di come questo percorso sia stato disseminato anche di vittime e di insuccessi. Un numero incalcolabile di persone sane ha sicuramente contratto la malattia, nel tentativo di proteggersi con l’inoculazione di materiale infetto, ed ha per questo perso la vita.
Un sacrificio terribile, che però è stato compensato dalla salvezza di un numero di vite enormemente superiore.
Oggi per fortuna non è più così: le moderne vaccinazioni, che ci proteggono, non più soltanto dal vaiolo, ma da numerose altre malattie più o meno gravi, sono assolutamente sicure.

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