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Lo svezzamento del bambino a 6 mesi: perché?

Ecco il momento giusto per cominciare a far provare tutti i cibi al bambino

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Molte mamme si chiedono continuamente: quando posso iniziare lo svezzamento del mio bambino? Quando introdurre nuovi cibi, ricette, e secondo quale schema? Siamo arrivati all’età del sesto mese: il bambino, che fino a quel momento si era nutrito solo ed esclusivamente di latte materno o latte artificiale, comincia ad assaggiare un po’ di tutto.
Ma come mai fino a sei mesi il neonato beve solo il latte, e poi comincia la festa in cucina, pronto per la prima fase dello svezzamento e la prima pappa? Quali caratteristiche deve avere un bambino per poter fare questo importante cambiamento dell’alimentazione, in sostanza: perché svezzare il bambino a 6 mesi?

La capacità del bambino di riconoscere i cibi

La prima cosa indispensabile per passare dal solo latte ad altri alimenti, ricette e diete è la capacità mentale di riconoscere questi alimenti come tali e desiderarli. I bambini piccoli, come tutti sanno, mettono in bocca qualunque oggetto capiti a portata di mano: non lo fanno per mangiarlo, ma solo per capire di cosa si tratta.

Arrivati verso i sei mesi però non solo portano alla bocca quello che capita, ma già con lo sguardo sono capaci di distinguere quello che è cibo da quello che non lo è: lo sanno perché hanno visto molte volte i loro genitori o i loro fratellini seduti a tavola e hanno capito che alcuni di quegli oggetti che attirano la loro attenzione sono… “buoni da mangiare”. E non gli basta guardare questo cibo buona da mangiare, ma vogliono provarlo anche loro, conoscerne la consistenza, il sapore, il piacere di cibarsene. Tutti i genitori che hanno un bambino di più di sei mesi notano subito la sua espressione se lo mettono seduto a tavola con loro.

Capacità di digestione del bambino

La seconda condizione indispensabile a un bambino per iniziare lo svezzamento e accettare cibi diversi dal latte è che il suo intestino sia pronto a digerire e ad assimilare ogni sorta di alimento. L’intestino umano è una macchina meravigliosa, capace di utilizzare come nutrimento ogni tipo di alimenti di derivazione animale e vegetale: sotto questo punto di vista siamo molto fortunati. Pensate per esempio alle mucche, che sono mammiferi come noi ma si possono nutrire solo ed esclusivamente di erba.
Perché questo contatto con le tantissime sostanze utilizzabili dal nostro organismo come “cibo” avvenga senza problemi, è necessario che l’organismo del bambino sviluppi una “tolleranza” nei loro confronti; la tolleranza viene dall’incontro, dal contatto. Se mettiamo in contatto l’intestino di un bambino, che abbia almeno sei mesi, con una nuova sostanza alimentare l’intestino imparerà velocemente a conoscerla e a riconoscerla come “buona” ; se viceversa evitiamo, o rimandiamo nel tempo questo contatto, l’intestino potrebbe non essere più capace di riconoscerla come “buona” e l’organismo potrebbe diventare “intollerante”. È per questo motivo che oggi sappiamo che lo svezzamento si deve fare introducendo subito quanti più nuovi alimenti è possibile, seguendo se vogliamo schemi e ricette.

La masticazione nel neonato

È poi necessaria una terza caratteristica per cominciare a nutrirsi di alimenti diversi dal latte: bisogna aver acquisito la capacità di “masticare” gli alimenti (a 6 mesi la masticazione del bambino avviene con le gengive, perché non ha ancora i denti) e di deglutirli senza difficoltà. Queste due operazioni, che noi facciamo automaticamente senza nemmeno pensarci, non sono possibili nei primi mesi di vita perché nel cervello del neonato non sono state ancora immagazzinate le necessarie istruzioni. Dai sei mesi in poi questo è possibile.

E infine, per alimentarsi di cibi diversi dal latte è necessario che un bambino sia capace di stare seduto: si può succhiare il latte materno o artificiale semisdraiati fra le braccia della mamma, ma senza stare a sedere, mangiare è veramente difficile! Ma a 6 mesi il bambino è pronto per lo svezzamento: e allora si parte, tutti a tavola!

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