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Peso e altezza dei bambini: non esistono misure standard

Crescita e sviluppo di un bambino? Ecco come valutare i suoi piccoli progressi

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Siamo in tanti su questo pianeta (7 miliardi di uomini e donne, e fra questi miliardi di bambini e neonati di tutte le età); al di là del colore della pelle, degli occhi o dei capelli, siamo tutti molto simili fra di noi.

Eppure non siamo tutti uguali: ci sono innumerevoli differenze fra un essere umano e l’altro, fra queste differenze ci sono il peso e l’altezza.
Basta guardarci intorno per verificare questa affermazione.

Se questo vale per noi adulti, deve valere anche per i bambini, a cominciare dalla nascita.
Un bambino o una bambina, sani e normali, possono pesare alla nascita 2 chili e mezzo, ma anche 4 chili e passa: tutto normale, tutto regolare. I maschietti saranno un po’ più pesanti e più lunghi delle femminucce, come è logico che sia: anche fra gli adulti i maschi hanno una massa corporea superiore a quella delle femmine. Poi ci sono differenze etniche: alcune popolazioni (per esempio gli abitanti dell’Europa del Nord) sono più alte di altre.

Se tutto questo è vero, come si fa a valutare se la crescita di un bambino è corretta, se le sue misure (peso e altezza soprattutto), pur essendo diverse da quelle di qualunque altro bambino, sono normali oppure no? Come capire se un bambino sta crescendo bene?
Cominciamo a definire il concetto di normalità.

La normalità non può essere un numero (centimetri di altezza o chilogrammi di peso) fisso per ogni età della vita perché, come abbiamo detto, ogni bambino è diverso dagli altri. Allora la normalità deve essere un insieme di numeri, compreso fra un massimo e un minimo: un bambino (o una bambina) italiano, sano e normale, di una certa determinata età, deve avere un peso compreso fra un minimo di x e un massimo di y chilogrammi e una statura compresa fra un minimo di x e un massimo di y centimetri.

Come si stabiliscono queste misure?
Semplicemente registrando peso e altezza di moltissimi bambini di tutte le età, purché siano sani: da questi dati si può ricavare una statistica, i cosidetti Percentili o curve di crescita. È un lavoro che spetta alle società scientifiche indipendenti, le uniche che hanno l’autorevolezza e l’imparzialità indispensabili.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nel 2006 delle curve di crescita dei bambini, frutto di un lavoro iniziato nel 1994 e durato 12 anni.
Chiunque può consultarle scaricandole dal sito http://www.who.int/childgrowth/en/index.html

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