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Portare un bimbo all'asilo nido oppure no?

Scopri i consigli dell'esperto Pampers per capire i pro e i contro dell'asilo nido per il tuo bambino.

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

Dopo i primi mesi di vita molte famiglie si chiedono se sia utile e vantaggioso iscrivere i loro bambini all’asilo nido.

Gli asili nido ospitano i bambini dall’età di pochi mesi fino a tre anni e sono un’istituzione relativamente recente e non diffusa in tutte le regioni d’Italia. All’inizio, tanti anni fa, erano le fabbriche e i grandi uffici che si dotavano di asili nido aziendali per consentire alle operaie e alle impiegate di riprendere il lavoro dopo la nascita di un figlio. Poi sono venuti i Comuni che hanno istituito degli asili nido, ritenendoli un servizio utile a tutte le famiglie.

Non tutti i genitori sono convinti però dell’utilità di mandare i loro bambini all'asilo nido; alcuni hanno anche paura che, frequentando il nido, i loro figli potrebbero ammalarsi più spesso.

Oggi sappiamo però che la frequenza dell'asilo nido presenta molti vantaggi.

Le famiglie numerose, dove i fratellini e i cuginetti stavano insieme e si tenevano compagnia fra loro, non esistono più; spesso in un palazzo vivono pochissimi bambini e così anche chi ha una mamma che non lavora, dei nonni disponibili o una baby sitter, è condannato a restare solo in compagnia di adulti che spesso hanno anche le loro cose da fare. E finisce per intrattenersi tristemente davanti allo schermo della TV.

L’asilo nido offre invece uno spazio grande, un gruppo numeroso di coetanei con cui stringere rapporti e spesso un personale addestrato  capace di stimolare la crescita e la creatività dei bambini. L'asilo nido è il moderno cortile dove molti bambini si possono incontrare e questo non può che essere un vantaggio per loro.

E le malattie?

Be’, non ci crederete, ma anche quelle fanno bene!

Una volta i bambini vivevano in condizioni igieniche più precarie e in ambienti affollati e così si ammalavano più spesso: piccole cose, intendiamoci, raffreddori, influenze, mal di gola, diarrea ecc. ecc. Queste piccole malattie non mettevano a rischio la loro salute, ma stimolavano il loro sistema immunitario e lo facevano diventare robusto.

Poi i bambini sono diventati pochi, gli ambienti superpuliti e le occasioni di ammalarsi sempre più scarse: il “sistema immunitario” è rimasto “disoccupato”. Questa inattività però non gli fa bene, anzi in un certo senso lo rovina e lo può far “impazzire”, finoa fargli fabbricare anticorpi diretti non contro i microbi (come dovrebbe essere), ma contro altri organi del suo stesso organismo: sono le malattie “autoimmuni” che oggi sono molto più frequenti di una volta.

Il nido, con le sue “sane” malattie, mette le cose a posto e fa da palestra per il sistema immunitario, che così ha modo di esercitarsi e svilupparsi nel verso giusto.

Si potrebbe dire allora: viva il nido perché ci fa… ammalare da piccoli!

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