Ritorno al lavoro - sostenere mamma e bambino

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

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I genitori tornano al lavoro, come aiutare il bambino ad accettare questa nuova realtà

In un mondo ideale, i genitori potrebbero stare accanto al loro bambino, senza mai separarsi, per tutti i primi anni di vita; la nuova famiglia sarebbe inserita in una comunità più vasta, fatta di relazioni estese di parentela e di amicizia, in cui la cura dei bambini non sarebbe appannaggio esclusivo dei genitori ma di altre figure amorevoli; in questo mondo ideale, infine, la vita lavorativa e quella domestica non sarebbero così nettamente separate, e il bambino vivrebbe fra gli altri adulti, apprendendo attraverso l’osservazione e, in alcuni casi, la partecipazione precoce, l’essenza della vita sociale e produttiva nella comunità. Quel mondo ideale è molto lontano dalla realtà, e al giorno d’oggi i genitori si trovano spesso nella necessità di riprendere il lavoro fuori casa, separandosi dal bambino quando né loro né il piccolo si sentono ancora pronti. La loro relazione, e la relazione del bambino con il mondo, prendono una strada diversa da quella prevista dalla nostra evoluzione: il bambino si trova accudito da una figura sostitutiva (la baby-sitter, i nonni) per buona parte della giornata, oppure inserito in una comunità di coetanei molto numerosa (il nido), con uno o due adulti che si prendono cura contemporaneamente di tutti. Non necessariamente questi passaggi sono traumatici e sofferti, molto dipende dal grado di maturazione affettiva del bambino, dall’adeguatezza dei sostituti e dal modo in cui i genitori stessi gestiscono questo cambiamento. Tuttavia è importante sapere che se il bambino ha bisogno di un periodo più o meno lungo di adattamento, o se a soffrire e stare in ansia è la mamma, questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in loro, ma anzi tutto ciò rientra nell’ordine naturale delle cose.   Un accorgimento può essere quello di rendere il passaggio graduale, lasciando al bambino diverse settimane per abituarsi alla nuova realtà. Inoltre, prepararsi al fatto che il bambino, al ritorno a casa, chiederà al genitore maggiori attenzioni e coccole, che non vanno lesinate: deve recuperare il tempo perduto. Dargli degli strumenti per gestire l’attesa, insegnandogli a leggere un orologio o a basarsi su eventi precisi della giornata, può aiutarlo a controllare l’ansia da separazione e a sopportare l’attesa. Non mentire e non allontanarsi con una scusa, non dire al bambino che la mamma torna subito quando non è vero: anche se il bambino può protestare quando vede la mamma andare via, è importante che veda che ciò che gli si dice viene mantenuto, e che l’assenza, così come inizia, terminerà. Inoltre, evitare le separazioni non necessarie nei primi mesi, dare al bambino tutta la presenza amorevole e le coccole che richiede quando ciò è ancora possibile, potrà preparare il terreno a una sicurezza di base che lo aiuterà, quando sarà più grande, a sopportare con maggiore fiducia la separazione dalla mamma.

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