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Il dialogo segreto

Madre e figlio instaurano da subito un rapporto unico, un tenero dialogo fin dai primi mesi di gestazione.

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

Come nasce la relazione madre-figlio


Quante volte una mamma in attesa mostra uno sguardo assorto, la mano poggiata con leggerezza sulla pancia? È il simbolo del dialogo invisibile che si svolge, già prima della nascita, fra lei e il suo bambino. Un dialogo molto più ricco ed articolato di quanto possa apparire dall'esterno. Inizia persino prima che il piccolo manifesti fisicamente la sua presenza: la mamma gli "parla" con il pensiero, e a volte anche con la voce, gli spiega il mondo, immagina suo figlio in infiniti modi, fantastica non solo sul suo aspetto fisico, ma anche su cosa faccia in un dato momento, su quale sia il suo umore e persino i suoi "pensieri". "Adesso sta rannicchiato e dorme" , "si succhia il dito e sgambetta" , "stamattina è nervoso" : la mamma ha come la sensazione di sapere, ad ogni istante, tutto di questo bambino immaginato eppure già così presente, reale. E il bambino risponde: con una varietà di movimenti che, dal secondo trimestre, si fanno sempre più articolati e precisi. La madre scopre che suo figlio è molto più di un essere immaginario: è già capace di sorprenderla, mettendosi in attività con ritmi suoi, diversi da quelli materni, e di reagire in modo preciso al mondo intorno a lui. Un mondo che è costituito prima di tutto dal corpo di sua madre, il suono pulsante del sangue pompato nelle sue arterie, il respiro, la voce; ma anche il mondo di fuori, con le voci degli altri familiari, la musica, i rumori improvvisi, persino la luce che, nelle ultime settimane, comincia a filtrare se la mamma prende il sole. E a questo mondo il bambino reagisce con una gamma di movimenti variati: non solo i classici "calcetti" (termine riduttivo!), ma anche movimenti che vanno dal colpetto deciso allo stiramento ed estensione degli arti o della schiena, fino ai grandi rivolgimenti che coinvolgono l'intero corpo del bambino, suscitando nel ventre materno un dolce "terremoto". E sono spesso anche movimenti fini, delicati: lo spostamento di un piede, una manina che si stende ed esplora. Tutto questo la mamma lo sente con tale precisione che uno studio ha mostrato che può riferirlo con un'accuratezza del tutto simile a quella di un ecografo.

E c'è anche un dialogo "delle emozioni", mediato dalla chimica del corpo materno ma anche del bambino: le sostanze che nell'organismo della mamma fanno da messaggeri chimici della vita emotiva trasmettono al bimbo le emozioni della mamma e non è improbabile che questo avvenga anche in senso opposto. La scienza sta infatti dando ragione a quello che fino a poco tempo fa era interpretato come il frutto dell'immaginazione delle future mamme. Allora, quando la mamma dice che sta "parlando" al bambino e che questo le "risponde", forse non si tratta di una fantasia, di un caricare di contenuti un'interazione che ancora dialogo non è: forse invece si tratta davvero di un'autentica "conversazione" a due, che si svolge senza parole ma non per questo con minore ricchezza di significati e di emozioni.

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