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Il bambino “difficile”, come gestirlo

Alcuni bambini, più di altri, sono complicati da comprendere e da accudire, dimostrandosi ostinati, esigenti ed imprevedibili. Sono bambini “ad alta richiesta”. Dietro questi comportamenti problematici c’è molto di più.

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

«Ma cos’ha questo bambino?» Alcuni bambini, più di altri, suscitano nei loro genitori esausti questa domanda. Sì, perché ci sono bambini “facili” da gestire: tranquilli, adattabili, prevedibili; altri bambini sono invece più complicati da comprendere e da accudire, ostinati, esigenti e imprevedibili. Spesso questo tipo di bambino è ipersensibile e cambia facilmente umore, è insofferente a ogni costrizione, reagisce in modo fortemente emotivo a situazioni banali, si stanca e sovraccarica facilmente se c’è confusione o troppi stimoli, e sembra sempre insoddisfatto e inappagato. In un certo senso, questi bambini sono un rompicapo , e si definiscono più per l'effetto che fanno sugli adulti che di per sé... perché sono molto impegnativi. 
Alcuni studiosi li hanno definiti “bambini ad alto bisogno”. Ma tutti i bambini hanno bisogni… e allora forse sarebbe più corretto definirli bambini “ad alta richiesta”, perché sono così bravi ad esprimere i propri bisogni e a chiedere in modo molto efficace!

Spesso gli altri etichettano i bambini ad alta richiesta come capricciosi, viziati, oppositivi, maleducati. Eppure, il loro comportamento non è il risultato di uno stile educativo: a volte i genitori hanno altri bambini che, nonostante siano stati educati allo stesso modo, hanno un carattere differente. Molto spesso mamma e papà vengono criticati e accusati di essere troppo protettivi o solleciti nei loro confronti; ma i genitori devono essere molto solleciti con loro, proprio perché questi bambini sono efficaci a chiedere, e non il contrario!

Il bambino ad alta richiesta possiede spesso un’intelligenza vivace e precoce, è curioso e ha bisogno di situazioni stimolanti e attività interessanti, altrimenti si annoia o si innervosisce. Reprimerlo, manipolarlo tramite premi e punizioni se rispetta o meno le regole, pretendere da lui un dato comportamento, non funziona col bambino ad alta richiesta. Lui è originale, creativo e gli deve essere permesso di esplorare e risolvere le cose a modo suo, senza l’aiuto o il suggerimento degli altri: ha un grande bisogno di autonomia, di fiducia in lui da parte degli adulti, di essere lasciato libero di prendere l’iniziativa e trovare da solo le sue soluzioni, con i suoi modi e tempi.
Se lo si lascia libero di fare, anzi, gli si permette di gestirsi, si hanno delle sorprese con questi bambini, perché spesso sono geniali e trovano modi molto originali per superare le difficoltà e raggiungere i loro obiettivi, accrescendo l’autostima del bambino.

I genitori, a loro volta, hanno bisogno di riconoscimento per quello che fanno, per la loro sollecitudine e impegno. Non si tratta di essere protettivi o ansiosi, ma di essere competenti, perché in genere i genitori sanno bene cosa funziona e cosa non funziona con questo tipo di bambino. Insomma, il bambino ad alta richiesta è quello "difficile" da accudire anche per la mamma più amorevole, quello che ha bisogni più complicati ed i comportamenti più problematici, che non si adatta e non si accontenta, e per il quale il genitore deve sempre spremersi al meglio: i bambini ad alta richiesta fabbricano dei genitori meravigliosi, ad alta risposta!
Non è facile essere genitore di questo tipo di bambino, ma se gli si dà spazio e possibilità di esprimere pienamente il loro potenziale, diventeranno persone competenti, sensibili, socievoli e con una marcia in più!

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