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Cosa deve veramente sapere la futura mamma?

Quando una coppia è in attesa spesso viene sommersa da una quantità di informazioni

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

Quando mamma e papà sono in attesa spesso vengono sommersi da una quantità di informazioni. Da ogni dove si offrono consigli e informazioni su tutto ciò che i genitori dovranno sapere per poter svolgere al meglio il loro ruolo. Anche mamma e papà stessi si documentano, su riviste, libri e manuali e oggi hanno a disposizione anche centinaia di siti web, blog, forum, dai quali esperti più o meno titolati offrono suggerimenti preziosi su tutto, proprio tutto, dal corredino alla cura del seno, dal modo appropriato per disinfettare il cordone ombelicale all’approccio “giusto” per educare e “dare una regola” al bambino fin dai primi giorni di vita.

In mezzo a tutta questa marea di informazione, i genitori si sentono sommersi e disorientati, anche perché i consigli sono quanto mai vari, e si può trovare tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi allora, come comprendere quali sono le fonti affidabili di informazione, a chi fare riferimento, quali sono le informazioni veramente utili? Se da un lato tanta informazione è una ricchezza, dall’altro i genitori hanno bisogno di recuperare la dimensione della loro personale capacità di intuire e discernere. Essere genitori è qualcosa di più e di diverso dal conoscere tutte le risposte. Nessuno può fornire ai genitori le risposte esattamente appropriate per loro, perché ogni coppia genitoriale è diversa, e anche ogni bambino che viene al mondo è un essere del tutto nuovo, tutto da conoscere e da comprendere.

Certamente, con il tempo i genitori imparano, un po’ per esperienza diretta, un po’ per buon senso, a discriminare i suggerimenti fondati, basati sull’evidenza scientifica e sull’esperienza vera di altri genitori; ma è necessario anche che si basino sull’assonanza che trovano fra un dato consiglio e quello che sentono più congeniale alla loro situazione. Una parte importante del diventare genitori consiste nell’imparare ad osservare e “leggere” il proprio bambino e a confidare nelle proprie capacità di accudirlo e rispondere al meglio ai suoi bisogni. Per quanto attendibili possano essere le figure di sostegno, sono i genitori stessi i veri “esperti” (cioè che hanno esperienza diretta) del loro bambino, perché sono con lui dalla nascita, ventiquattro ore al giorno.

Cosa hanno dunque bisogno davvero di sapere i futuri genitori? Forse soprattutto di alcuni semplici principi di riferimento. Il più importante è: fidatevi del vostro bambino. È perfettamente attrezzato a vivere, crescere ed evolversi, è proiettato nel futuro e desideroso di progredire, ma ha i suoi tempi: non c’è bisogno di forzare la mano, di modellarlo, correggerlo, “normalizzarlo”, abituarlo a un comportamento via via più maturo: tutto avverrà a tempo debito, se mamma e papà gli offriranno semplicemente la loro presenza, ascolto, affetto ed esempio. E fidatevi anche di voi stessi. Al di là di tutti i consigli, qualunque approccio o strategia che farà stare più sereni voi e il vostro bambino, sarà quella giusta per voi: la felicità fa bene e il dispiacere non è utile né necessario, questa semplice regola vi guiderà molto meglio di qualsiasi norma di qualsiasi manuale.

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