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Il compleanno

Dopo il primo compleanno la festa diventa un evento sociale

A cura della psicologa Dott. Antonella Sagone

Il primo compleanno del bebè, si sa, è soprattutto un affare di famiglia: un’occasione per celebrare assieme a nonni e zii la strada fatta, e gioire insieme di questo primo piccolo traguardo; l’occasione per iniziare il bimbo al rito di spegnere le candeline e soprattutto per riempire gli album di tante nuove smaglianti fotografie.

Ma dal secondo anno in poi, il compleanno diventa già un evento sociale, al quale vengono invitati piccoli amichetti e amichette, e gli obiettivi sono molto più elevati: creare un evento che il proprio bambino possa ricordare nel tempo, una giornata indimenticabile e speciale colma di giochi e di divertimento.

Tuttavia, un bambino di due, tre o quattro anni ha bisogno di socializzare in modo calmo e misurato. Non ama la confusione, la folla, le troppe novità. E allora, quelle feste fatte di musiche a tutto volume, di animatori vestiti da pagliacci che gridano e sorridono tutto il tempo, di stanze decorate con un profluvio di festoni e palloncini dai colori sgargianti e affollate di bambini che corrono e urlano, forse non sono esattamente l’esperienza di cui un bambino piccolo ha bisogno per divertirsi. Non c’è bisogno di maggiore intensità negli stimoli che vengono offerti ai piccoli, e “festa” non è per forza sinonimo di confusione ed eccitazione. Mettiamo da parte gli altoparlanti, le grancasse e le adunate oceaniche. Cerchiamo per queste prime feste di compleanno un registro intimo, pacato. Se i bambini non saranno troppo numerosi, e sarà concessa loro la possibilità sia di unirsi ai giochi che di prendersi una pausa per stare per contro proprio o per giocare a due a due, allora la festa sarà davvero un’esperienza divertente e rilassante, e non una giornata di stress e sovraccarico di stimoli.

Gli animatori delle feste, se sanno il loro mestiere, sapranno che i bambini amano molto di più le situazioni semistrutturate che non l’imposizione di giochi dalle regole rigide in cui coinvolgerli a tutti i costi. Un teatro dei burattini manderà in visibilio grandi e piccini; un gioco di movimento come un percorso a ostacoli potrà divertire, purché si chiuda un occhio per chi prende le “scorciatoie” e non si crei un clima di competizione; ma va bene anche la pesca dei giochini con una “vera” canna da pesca (un bastoncino, un filo e una vecchia maniglia di stampella legata all’estremità), in cui ciascun bambino possa, magari con un aiutino se necessario, pescare un pacchettino che racchiude una piccola sorpresa; oppure il vecchio gioco di attaccare la coda al somarello, con grande divertimento degli spettatori e del bambino bendato. E va anche bene intervallare momenti di attività vivace con altri di pausa tranquilla, magari ascoltando la lettura di una fiaba.

I bambini usciranno da questa giornata speciale appagati e divertiti, senza essere sovreccitati o stanchi, con un ricordo davvero indimenticabile da portare nel cuore.

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