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Un'entrata a sorpresa: quando il bebè arriva in anticipo

Hai calcolato la data del parto? E quando il travaglio inizia in anticipo?

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

Se c’è una cosa che i figli insegnano ai genitori è che nella vita non si può controllare tutto; anzi l’arrivo di un bambino è sempre un viaggio nell’imprevisto e nell’inaspettato, perché i bambini cambiano così in fretta e fanno sempre qualcosa che coglie di sorpresa.

A volte questa sorpresa arriva ancora prima che sia finito il periodo della gravidanza. Infatti, può succedere che il bebè decida di fare un’improvvisata e di nascere prima del termine previsto, trasformando la mamma in attesa in una mamma “di fatto”, da un giorno all’altro e senza preavviso. Anche se avete fatto il calcolo della data del parto, il parto prematuro può capitare ad ogni mamma.

Per i genitori può essere per molti aspetti traumatico e faticoso affrontare una nascita anticipata. Non si tratta solo del fatto che il bambino “impaziente” di nascere è, o sembra, più fragile e che spesso debba stare sotto osservazione o in incubatrice per un po’ di tempo, con tutte le complicazioni che ne possono seguire per un sereno avvio della esperienza di maternità; ma anche del semplice fatto che la mamma non ha avuto il tempo di prepararsi all’idea, non ha avuto le ultime settimane di gravidanza e giorni per fantasticare sul parto, la nascita e sul suo neonato, sull’inizio della vita con lui, e spesso il travaglio e il parto sono stati precipitosi e non hanno permesso alla donna di avvicinarsi alla realtà della maternità con la lentezza necessaria.

A volte, il piccolissimo pioniere ha bisogno di essere affidato alle cure esperte del reparto e questo può far sentire la mamma inadeguata e “inutile”. In questa situazione di parto prematuro, è estremamente importante stabilire un rapporto di reciproca stima e collaborazione con il personale sanitario e ricordarsi che si fa parte della stessa squadra. Anche se piccolissimo e bisognoso di cure, il piccolo ha bisogno della mamma, del suo latte, del suo tocco, della sua voce, per sentirsi “a casa”.

I sentimenti di disorientamento, disappunto, irrealtà che la mamma può provare in questa situazione sono comuni, comprensibili ma, soprattutto, transitori: tutto è andato in modo molto diverso da quanto si immaginava, e ora le sembra quasi che qualcosa di fondamentale nella sua esperienza sia venuto a mancare. Eppure le potenzialità del legame fra mamma e bambino sono tali che ben presto la mamma scoprirà quanto invece la sua competenza possa crescere, e quanto importante può essere il suo contributo alla salute del suo bimbo nato in anticipo. Appena potranno riunirsi, quella mancanza potrà venire colmata, con tanto contatto pelle a pelle e con molta calma e pazienza. I bambini più piccini infatti insegnano ai loro genitori a saper aspettare, stare al passo, acuire la loro sensibilità e accudire il loro piccolo nel migliore dei modi possibili… e li rendono genitori migliori.

Verrà il giorno che mamma e papà potranno portarsi a casa il loro piccolo, e allora a poco a poco impareranno che il loro bambino “speciale” è, semplicemente, un bambino, capace di condurli per mano lungo la più avvincente delle avventure: quella dell’essere genitori.

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