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Quanti consigli! Non c'è un solo modo di fare i genitori

Ma non esiste un solo modo di educare i bambini

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

Non è ancora nato, eppure già i futuri mamma e papà ricevono una quantità di informazioni e consigli per affrontare “al meglio” la vita con un bambino: dalla marca del sapone per il bucato a come affrontare le sue richieste di affetto, dalle pappe per lo svezzamento alla gestione del sonno o del pianto. Questi consigli provengono spesso dalle persone più vicine ai genitori, e cioè in primo luogo i nonni, e poi altri parenti e amici.

E così, via via che i mesi passano, mentre i genitori da un lato conoscono sempre meglio il loro bambino e imparano a sviluppare approcci e strategie che funzionano bene con lui, dall’altro versante il flusso di consigli non diminuisce, anzi tende a crescere. E molto spesso questi consigli mettono in imbarazzo o in difficoltà mamma e papà, perché contrastano le loro scelte, le mettono in discussione, o semplicemente perché sono spesso contraddittori. E quando provengono dalle persone care, è ancora più difficile affrontarli: ogni genitore vuole non solo fare del suo meglio ma, specialmente quando affronta un problema o una difficoltà, ha anche bisogno di dimostrare alle persone per lui più affettivamente importanti che sta facendo bene, e ricevere approvazione e sostegno.

Ma proviamo anche a vedere la cosa dal punto di vista dei nonni e degli zii, o degli amici che assistono dall’esterno ai tentativi incerti dei neo genitori. Ciascuno di loro ha il suo vissuto personale, come bambino prima e come genitore poi; e quando vede applicare un metodo diverso da quello che lui stesso ha ricevuto o ha applicato, inevitabilmente si pone delle domande e desidera essere rassicurato che la sua storia non sia in qualche modo “sbagliata”. Inoltre a sua volta ha sperimentato ansie, difficoltà e le ha superate, ed è ansioso di contribuire con la sua esperienza in aiuto dei nuovi genitori, e di veder riconosciute le proprie conoscenze e abilità.

Leggere i giudizi e le critiche altrui come un tentativo, seppure rozzo, di aiutare e anche di ricevere conferme, può aiutare le mamme e i papà a non sentirsi direttamente sotto accusa ogni volta che qualcuno esprime la propria opinione sulle proprie scelte educative nei confronti dei bambini; e può aiutarli anche a formulare delle risposte che a loro volta non suonino giudicanti e poco grate, e che nello stesso tempo riaffermino il diritto di trovare il proprio stile e approccio nel modo di crescere i propri figli.

È molto importante che sia chiaro a tutti come, al di là delle affermazioni generalizzanti che si possono leggere su riviste e manuali, non esiste un bambino o un genitore uguale a un altro, e ogni combinazione madre-padre-figlio è unica: pertanto va trattata in modo unico. Quel genitore e quel bambino sono i soli veri esperti di se stessi. Non esiste un solo modo di far “bene” i genitori, ma è importante, dopo aver preso in esame informazioni e consigli, seguire ciò che fa star bene la propria famiglia, osservando i propri sentimenti e le reazioni del proprio bambino.

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