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Bambini Digitali, non eccedere con smartphone e tablet

Bambini digitali: attenzione a non eccedere

A cura della psicologa Dott.ssa Antonella Sagone

Lo smartphone e il tablet sono ormai strumenti tecnologici presenti costantemente nel mondo degli adulti. il bambino ne è affascinato, sia per via degli stimoli intensi che possono offrire, sia perché vede mamma e papà così spesso presi da questi dispositivi digitali. Giustamente, vuole saperne di più.
Succede così che i bambini vengano esposti sempre più spesso e sempre più a lungo a queste nuove tecnologie. Persino bimbi di pochi mesi restano affascinati e “buoni” grazie a un video musicale messo davanti ai loro occhi!
Tuttavia, occorre fare attenzione e non cominciare troppo presto né troppo a lungo a mostrare ai bambini lo smartphone. Anche solo 15 minuti sono un tempo enorme per un bambino di 6-7 mesi. In un bimbo di un anno e mezzo l’esposizione a questi stimoli dovrebbe essere proprio occasionale e brevissima, meglio sarebbe per niente. Le associazioni pediatriche raccomandano di non esporre i bambini a questi dispositivi prima dei due anni di vita.

I danni dell’esposizione precoce a smartphone e analoghi sono proporzionali al tempo di utilizzo, e tanto più importanti quanto più precocemente avviene l’esposizione. Si tratta di un tipo di stimolazione che non è naturale per gli occhi, che induce immobilità ad un’età nella quale il movimento libero è fondamentale, e dalla parte dei bambini li sottopone a un sovraccarico di stimoli intensi e veloci per i quali il suo sistema nervoso, ancora privo di filtri, non è attrezzato. Oltre a questi problemi c’è anche la possibilità che il bambino possa avere danni indiretti, causati dal tempo che questi passatempi sottraggono ad attività sociali ed esplorative nell’ambiente reale. Problemi indiretti legati all’uso delle mani, del corpo in movimento, delle esperienze tattili, olfattive, motorie; nonché l’induzione di una dipendenza precoce che offre una facile via di ripiego in ogni momento in cui la noia, l’ansia o la frustrazione dovrebbero stimolare l’individuo a trovare soluzioni attive ai propri problemi.
In più l’uso di tablet altera l'esperienza che il bambino fa delle sue azioni nel mondo fisico, rendendo confuso il confine fra concreto e virtuale.

La risposta di mettere uno schermo davanti a un bambino è fin troppo facile. “Funziona” (il bambino diventa assorto e non si muove), ma è compito degli adulti imparare altre modalità per interagire con i propri figli. Non solo perché i tablet vanno evitati, ma anche per poter davvero creare una relazione e arricchire il loro rapporto in modo fertile e reale.

Un approfondimento dei problemi, inclusa l’iperattività, causati dall’esposizione a questi strumenti del bambino in un’età in cui il suo sistema nervoso è estremamente plastico, possono essere letti nel libro della biologa Carla Hannaford, “Risvegliare il cuore bambino”. In particolare il capitolo 2, paragrafo “lo stress passivo di TV e computer”.

Come in passato per la TV, quindi, non si tratta di demonizzare strumenti che possono essere utili e stimolanti per il bambino (se siamo in grado di sfruttare al meglio le potenzialità). Si tratta solo di proteggere il suo processo di maturazione, di proporgli le cose nel momento giusto, quando il bambino è pronto, e sempre come arricchimento e non in sostituzione di passatempi più attivi ed agiti in prima persona.

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