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Cosa fare se i genitori del bambino non sono d'accordo?

I genitori sono persone diverse, scopriamo insieme come affrontare i momenti in cui non sono d'accordo.

A cura della psicologa

Spesso i genitori leggono, o si sentono dire, che è importante, di fronte al bambini, che mamma e papà si pongano nello stesso modo, con le stesse opinioni, e appoggiando reciprocamente le posizioni l’uno dell’altra. Non c’è dubbio che genitori in perfetto accordo, coerenti fra loro nelle richieste e nelle risposte, costituiscano una condizione ideale per il bambino, che in questo modo riceve messaggi congruenti fra loro.

Tuttavia, l’ideale è una cosa, ma la realtà è che inevitabilmente i genitori sono diversi fra loro e non sempre condividono lo stesso punto di vista o modo di reagire alle situazioni: e a volte esistono diverse opinioni anche sugli stessi criteri educativi, sui concetti di base relativi all’accudire e crescere i propri figli.

Finché la discussione è un civile confronto, si tratta di un aspetto sano, fisiologico e salutare delle dinamiche familiari, e in una certa misura un bene e una ricchezza per la famiglia e per il bambino che ne fa parte; e le divergenze in sé quindi non devono spaventare o angustiare i genitori. Ma se i toni trascendono, se l’emotività prevale, allora questo è un segnale che occorre lavorare per migliorare le capacità comunicative fra gli adulti, che hanno la responsabilità di dare l’esempio su come affrontare le differenze di opinione in modo sereno e pacato.

I bambini sono molto sensibili, percepiscono bene le tensioni, e l'ansia dei genitori è anche la loro ansia, gli stress familiari si ripercuotono su di loro e creano una maggiore facilità allo stress anche in loro. Occasionali litigi possono non incidere significativamente, specialmente se comunque i genitori poi si riconciliano e se sono abitualmente presenti, sensibili e amorevoli nei confronti del proprio bambino; ma una situazione continuata di tensione può incidere anche a lungo termine.

Se le tensioni sono forti, è importante non esprimerle di fronte ai bambini, ma trovare un momento e un luogo adeguato e riservato in cui confrontarsi, magari dopo aver fatto sedimentare un po’ l’emotività. «Sono troppo agitata ora per parlarne con calma, parliamone dopo cena», o «quando alzi la voce mi sento spaventata, confusa; per poterti ascoltare ho bisogno di gentilezza e di calma. Ti va di riparlarne stasera?». Sono due esempi di come gestire le emozioni in un conflitto e trovare un modo per comunicare in armonia e rispetto anche in presenza di un disaccordo; esempi che potrebbero costituire un modello fondamentale per il bambino, mostrandogli modi in cui lui stesso potrà in futuro gestire i suoi conflitti e le emozioni negative.

In conclusione, non sono le discussioni fra i genitori in sé, o le divergenze di opinione in sé, ad essere negative per i bambini: l’importante è che il clima fra le persone, in una famiglia, sia sempre improntato al rispetto e comprensione reciproca, anche quando non si è d’accordo: allora le discussioni saranno solo un’ulteriore arricchimento e occasione di crescita per tutti.

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