BENVENUTA NELLA 40°
SETTIMANA DI GRAVIDANZA

Il tuo bambino è pronto a venire al mondo e tu puoi prepararti a vivere una nuova meravigliosa avventura piena di coccole, sorrisi e immenso amore. Ecco cosa succede negli ultimi giorni prima di partorire.

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COSA SUCCEDE IN QUESTA SETTIMANA?

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COME CRESCE IL TUO BAMBINO

IL TUO BIMBO
È GRANDE COME…

Alla quarantesima settimana di gravidanza il tuo piccolino adesso pesa circa 3 chili ed è lungo intorno ai 50-52 centimetri. È davvero pronto per venire al mondo e accoccolarsi tra le tue braccia e quelle del suo papà. Se non dovesse nascere nel corso di questa settimana, stai tranquilla: ha ancora due settimane di tempo. Alcuni bambini, infatti, restano nel pancione fino alla 42° settimana, una gravidanza oltre il termine.

In quest’ultima settimana i suoi organi sono ormai pronti alla vita fuori dal tuo grembo. Il grasso sottocutaneo continua ad aumentare in modo da garantirgli un’idonea temperatura corporea quando sarà nato. Nel suo intestino, invece, si è accumulato il meconio, una sostanza di colore verde, costituita dal liquido amniotico che ha ingerito durante la gestazione e che espellerà con le prime feci.

Appena nato il tuo piccolino verrà sottoposto a una serie di controlli che serviranno a valutare il suo benessere e l’efficienza delle principali funzioni vitali. Attraverso il cosiddetto Indice di Apgar vengono presi in considerazione cinque parametri: il colore della cute, la respirazione, il battito cardiaco, il tono muscolare e i riflessi. A ognuno di questi criteri di valutazione, indicativi della sua capacità di sopravvivere in modo autonomo, viene attribuito un punteggio da zero a due. E così il tuo piccolino riceverà la sua prima visita fuori dal pancione.

COSA STA CAMBIANDO IN TE

Il tuo corpo si prepara ogni giorno di più al momento del parto. Sarà un’emozione indescrivibile vedere il tuo bimbo per la prima volta.

IL TUO BIMBO
A 40 SETTIMANE


Quando il tuo bambino è pronto a nascere, arrivano le contrazioni e l’inizio del travaglio. Sono proprio le contrazioni a spingere il feto verso il collo dell’utero. Partono dalla muscolatura del fondo uterino e si propagano verso la cervice. Il loro ritmo aumenta gradualmente fino a raggiungere una frequenza regolare di 1-3 al minuto, incrementando man mano anche di intensità.

Per ogni donna partorire rappresenta un’esperienza unica e irripetibile. Ognuna vive il momento del travaglio in maniera diversa e spesso la stessa mamma può provare sensazioni differenti in più gravidanze. Quel che è certo è che affrontare il travaglio in maniera consapevole ed entusiasta rende questo momento faticoso un momento magico. Può capitare che il tuo bambino contribuisca alla dilatazione del collo dell’utero, rendendo il parto più immediato, oppure che si muova meno e che il tuo travaglio duri un po’ di più. Ma quando lo vedrai per la prima volta la tua emozione sarà al culmine e dimenticherai ogni dolore.

Potrebbe capitare che il tuo ginecologo ti chieda di anticipare il travaglio con l’induzione del parto: accade solitamente quando si presenta una riduzione del liquido amniotico oppure quando ci sono sintomi di sofferenza fetale o ancora in caso di gestosi. Stai tranquilla, si tratta di operazioni ormai quasi di routine e gli staff ospedalieri sono assolutamente preparati a gestire questo tipo di situazione. Affronta con serenità anche questa eventualità e tutto si svolgerà in maniera naturale.

Sarà nel momento in cui lo prenderai tra le braccia per portarlo a casa con te che realizzerai di essere davvero diventato papà. Una nuova vita aspetta di essere coccolata, educata e compresa da te.
Forse ci metterai qualche giorno ad abituarti ai nuovi ritmi di vita: il tuo sonno potrebbe interrompersi più di una volta durante la notte, ma le emozioni e le gioie che saprà regalarti saranno così speciali che dimenticherai in fretta di aver dormito poco o di aver rinunciato a un’uscita con gli amici.
Ricorda che essere papà è un’arte che s’impara sul campo, gli errori fanno parte del gioco, così come il tuo amore incondizionato per lui.

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IL TRAVAGLIO IN TRE STEP

Ogni donna affronta tre momenti diversi durante il parto corrispondenti proprio alle fasi in cui si suddivide il travaglio. La prima fase del travaglio, chiamata “periodo dilatante”, è quella in cui avviene la dilatazione del collo uterino; la seconda, detta “periodo espulsivo”, è più rapida della prima e vede il piccolo attraversare il canale del parto e venire al mondo.

La rottura delle acque può avvenire sia nella prima sia nella seconda fase. Quando il piccolo è nato, il cordone ombelicale viene reciso e il bambino adagiato sul tuo addome. La terza e ultima fase del travaglio è quella chiamata del “secondamento”, in cui viene espulsa la placenta: l’utero, infatti, continua a contrarsi fino al distacco della placenta.

LE POSIZIONI ANTALGICHE

Forse in questa quarantesima settimana inizi a chiederti quale sarà la posizione più favorevole alla nascita del tuo piccolo in fase di travaglio.
Le cosiddette posizioni antalgiche, oltre a farti sentire meno dolore, aiutano il tuo bimbo a nascere più velocemente e con meno difficoltà.
In fase di travaglio puoi passeggiare, muovere il bacino per stimolare l’apertura delle pelvi. L’ideale sarebbe che tu provassi sempre ad assecondare le posizioni che il tuo corpo ti chiede. Così il parto sarà dolce e naturale.

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