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Lo svezzamento del neonato

Qui troverai consigli e informazioni sull'alimentazione complementare al latte nel primo anno di vita del tuo bambino.

Evviva la pappa!

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Svezzamento

Da lattante a onnivoro: quando iniziare lo svezzamento

Nei primi mesi di vita, il latte (materno o in formula) fornisce al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere in salute. Intorno al quinto o sesto mese, le esigenze nutrizionali del bambino cambiano: il latte da solo non basta più per fornire le calorie, le proteine e i sali minerali (il ferro in particolare) necessari in questa fase di crescita. È questo il momento dello svezzamento, o divezzamento, o alimentazione complementare al latte. A questa età, lo stomaco e l'intestino sono più “maturi” e sono quindi in grado di digerire e metabolizzare i nutrienti presenti nei cibi. Inoltre il bambino è ora capace di deglutire i cibi solidi. Quando iniziare esattamente lo svezzamento? Dipende: non esiste un calendario preciso, ogni bambino ha i suoi tempi (come sempre!). Lo svezzamento dei bambini generalmente inizia intorno al sesto mese con l’allattamento al seno, a 4 mesi se l’allattamento è artificiale. Chiedi consiglio al tuo pediatra. Prova all'inizio con piccoli assaggi di frutta grattuggiata, un cibo dolce e generalmente gradito. Se dopo qualche giorno il piccolo si è abituato al cucchiaino, puoi provare a proporre la prima vera pappa.

Gradualità, rispetto e... pazienza. Come iniziare lo svezzamento

L'allattamento, al seno o con il biberon, ha abituato il bambino al gusto dolce del latte, alla consistenza liquida, al tepore e morbidezza del seno della mamma o della tettarella. Ora il piccolo deve abituarsi a sapori sapidi, a deglutire cibi dalla consistenza solida, alla sensazione di durezza del cucchiaino, stando seduto di fronte (non in braccio) alla sua mamma. Una bella differenza! Alcuni bambini accettano da subito volentieri il cambiamento, altri sono più diffidenti, altri ancora oppongono un netto rifiuto. Occorre rispettare i tempi del bambino ed avere pazienza. L'ansia e il nervosismo sono contagiosi e rischiano di rovinare il momento del pasto, che deve essere invece sereno e piacevole (sia per la mamma che per il bambino). Il passaggio dal latte al “cibo dei grandi” deve avvenire con gradualità, senza forzature.

Menù fisso o à la carte? Svezzamento tradizionale e autosvezzamento

Il passaggio a un'alimentazione varia e completa, che inizia appunto con lo svezzamento, è una tappa fisiologica della crescita: non esistono regole universalmente valide per tutti i bambini. Alcuni genitori preferiscono uno svezzamento tradizionale: gli alimenti vengono introdotti nella dieta secondo uno schema e il cibo viene offerto al bambino con il cucchiaino. Altri genitori scelgono invece l'autosvezzamento, o alimentazione complementare a richiesta. In questo caso il bambino può liberamente assaggiare il cibo degli adulti, mangiando in modo autonomo con le mani e nelle quantità che desidera (purché ovviamente il cibo abbia una consistenza che non lo esponga al rischio di soffocamento e sia cucinato in modo sano e leggero). Come scegliere? Chiedete consiglio al pediatra: saprà aiutarvi a compiere la scelta migliore per voi e il vostro bambino.

Nessun divieto (o quasi). No a tabelle di svezzamento e schemi

Tutti gli alimenti possono essere introdotti nell'alimentazione del bambino nel corso del primo anno di vita, anche quelli potenzialmente allergizzanti. La ricerca in questo campo ha infatti dimostrato che introdurre precocemente tutti gli alimenti consente all'organismo di rafforzare da subito il sistema immunitario (ed essere quindi più “pronto” a combattere le allergie). Nessun divieto, quindi? Non proprio. Il latte vaccino “di latteria” non deve essere introdotto nella dieta nel bambino prima dei 12 mesi: contiene infatti troppe proteine e grassi ed è invece povero di zuccheri, minerali e aminoacidi essenziali. Il sale non serve, anzi è dannoso. Gli alimenti sono già naturalmente salati: aggiungere sale obbliga i reni a compiere un superlavoro ed abitua il palato ad un gusto troppo salato. Anche il miele non deve essere consumato nel primo anno di vita: oltre ad essere molto ricco di zuccheri, può talvolta contenere tracce di tossina botulinica, molto dannosa nei bambini a questa età. Per il resto, salvo casi specifici individuati dal pediatra, saranno il tuo buon senso e la tua attenzione a consentirti di scegliere per il tuo bambino, in tutta libertà, cibi sani, vari e gustosi.

Lo svezzamento del neonato: quando, come e…chissà. Le linee guida dell’OMS

L'allattamento al seno esclusivo e poi lo svezzamento, a 6 mesi si cambia! Ovviamente salvo eccezioni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) non è necessario anticipare lo svezzamento prima dei 6 mesi, sempre se il pediatra non ritiene giusto farlo per qualche motivo. Nell’iniziare questa pratica bisogna fare scorta di pazienza. Preferire alimenti semplici e naturali, evitando quelli confezionati o già pronti; seguire il criterio della gradualità nell’inserimento degli alimenti per prevenire difficoltà digestive partendo dalla frutta come pera e mela, per poi inserire anche banana e prugna. Rendere la dieta del bambino varia; riconoscere e rispettare il senso di sazietà e curare l’igiene orale sin da subito. Basta una garza sterile inumidita da passare sulle gengive e sui denti…quei pochi che ha.

La preparazione della prima pappa: verdure, cereali e tanto amore

Per la preparazione della prima pappa da dove partire, se non dalla verdura? Un bel brodino vegetale con patata e carota; crema di riso, di mais, tapioca prive di glutine, quindi più digeribili, olio extra vergine di oliva e che l’avventura abbia inizio. Le verdure del brodo possono essere schiacciate o passate con il passaverdura; lasciamo stare il frullatore perché distrugge le fibre. Niente sale, inutile per i bambini e anche dannoso; niente zucchero sotto nessuna forma. Se si vuole “seguire” una tabella per lo svezzamento tradizionale si introdurranno gradualmente le verdure a foglia larga e altre verdure, e poi in seguito le proteine con piccole dosi di carne o pesce o legumi. Se invece si segue la strada dell’autosvezzamento, massima libertà nel decidere cosa e quando far assaggiare al bambino, ricordando sempre di evitare quei cibi che potrebbero essere “troppo” per uno stomaco delicato come quello di un neonato. Non resta che rilassarsi e afferrare il cucchiaino senza dimenticare il bavaglino.

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Le molte virtù del brodo vegetale

La base per la preparazione della pappa è il brodo vegetale. È un ottimo alleato dello svezzamento. Contiene acqua, elemento indispensabile per trasportare le sostanze nutritive e farle assimilare da stomaco e intestino. È ricco di sali minerali e vitamine. Ha una consistenza liquida, ideale per sciogliere e amalgamare gli altri ingredienti che via via verranno aggiunti nella pappa. È bene iniziare a preparare il brodo con poche verdure: patata, carota, zucchina. Poi gradualmente si possono aggiungere altre verdure fresche di stagione, una per volta, per lasciare al bambino il tempo di abituarsi al nuovo sapore e poter verificare se sono ben tollerate.

Può soffocarsi con il cibo?

Intorno ai 6 mesi, quando inizia lo svezzamento, generalmente il bambino ha le competenze neurologiche necessarie per evitare il soffocamento. Il bambino è dotato di un vero e proprio meccanismo anti-soffocamento: è il “riflesso faringeo” che si attiva provocando un conato o colpi di tosse per evitare che un corpo estraneo entri in gola. Tuttavia il rischio che un pezzo di cibo prenda la via sbagliata (quella respiratoria invece che quella digestiva) esiste. I cibi più a rischio sono quelli che, per forma o dimensione, entrano più facilmente nelle vie respiratorie ostruendole: noccioline, olive, uva, pezzi di frutta o verdura cruda. Massima attenzione, quindi!

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Colazione, pranzo e cena (e merenda)

Intorno ai 5-6 mesi il bambino fa generalmente 4 o 5 pasti a base di latte nella giornata: al risveglio, a metà mattina, a mezzogiorno, a metà pomeriggio e la sera (ma qualcuno anche di più, se ancora si sveglia per la poppata della notte). Come inserire la prima pappa? Generalmente viene proposta a mezzogiorno, in sostituzione del secondo o terzo pasto di latte (ma nulla vieta che sia invece offerta la sera, se ad esempio la mamma e il papà non possono essere presenti a mezzogiorno). Dopo un mese circa dall'introduzione della prima pappa, potrà essere introdotta anche la seconda pappa, mantenendo quindi 3 o 4 pasti a base di latte. Poi gradualmente potrà essere introdotta la merenda a metà pomeriggio, a base di yogurt o frutta. Intorno all'anno, generalmente, il bambino è pronto per avere un'alimentazione “da grande”: colazione, pranzo, merenda e cena. Buon appetito!